n padre “complesso”, oggi super-nonno di 6 nipotini
Qualche settimana fa è toccato al figlio Francesco; ora, a sedere nel salotto di Verissimo, è “papà” Roby Facchinetti. L’ex Pooh ha compiuto 75 anni il 1° maggio scorso, un giorno prima rispetto al compleanno del Capitano Uncino. Come è noto, il rapporto tra i due non è mai stato idilliaco. Costretto a lunghe tournée con la band, Roby è stato un padre assente. Francesco ha fatto fatica a perdonarlo, ma adesso sembra si siano chiariti. “Facevo fatica ad accettare che papà non ci fosse per me, era bello vederlo sul palco, ma lo avrei voluto accanto”, ha spiegato a Silvia Toffanin. “Nella mia adolescenza, mio padre ha rappresentato il mio nemico numero 1. Ha donato se stesso agli altri, e difficilmente mi faceva da papà. Poi, quando sono salito sul palco, ho capito che lui non avrebbe potuto fare altrimenti per amore di tutti, del suo pubblico. L’ho perdonato, da una parte”. Insomma, “per rendere felici le persone doveva sacrificare un po’ di tempo per la famiglia. Sono molto orgoglioso di lui per come è riuscito a gestire il nostro rapporto”
Roby Facchinetti: carriera
Roby Facchinetti, al secolo Camillo Ferdinando Facchinetti, nasce a Bergamo nel 1944. Trascorre l’infanzia in una cascina ad Astino, nella periferia del capoluogo, e in famiglia coltiva la passione per la musica. Il nonno è compositore e direttore di coro; la madre ascolta spesso musica classica. A 4 anni inizia a suonare l’armonica a bocca, per poi passare – tra gli 8 e i 10 anni – alla fisarmonica e al pianoforte. A 11 anni compone i primi brani ed entra a far parte di diversi complessi musicali. Nel 1966 prende il posto di Bob Gillot nei Pooh, con cui firma alcuni dei più grandi successi della discografia italiana. Si ricordano Piccola Katy (1968), Tanta voglia di lei e Pensiero (1971), Noi due nel mondo e nell’anima (1972), Parsifal (1973), Dammi solo un minuto (1977), Chi fermerà la musica (1981), Uomini soli(1990), La donna del mio amico (1996), Dimmi di sì (1999) e Dove comincia il sole (2010).
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