ROMA - Il muro delle due ore si può infrangere, ma la gara e lo sport sono un'altra cosa. Carlo Capalbo, che recentemente è stato chiamato dal presidente della Iaaf, Sebastian Coe, a riorganizzare il settore outdoor delle corse mondiali, spiega alcuni concetti fondamentali: "I progetti della Nike e dell'Adidas non potranno che far bene a tutto il movimento. Si tratta di conquiste eccezionali anche per gli stessi sponsor. Ma se volete sapere cosa preferisca, beh... tra una competizione sopra le due ore bella, tattica, colma di suspense e una, invece, che misura solo le possibilità umane, e termina sotto le due ore, non c'è alcun dubbio: scelgo mille volte la prima. Per questo dico che abbattere la barriera delle due ore è solo uno dei fattori che condiziona una gara sportiva". Ma la Iaaf come potrebbe reagire? "C'è da parlarne, non so ancora quali provvedimenti verranno adottati. Non so, cosa volete che succeda?".
Più in là Capalbo non vuole spingersi anche se l'orientamento dell'organismo internazionale sembrerebbe essere quello di non omologare l'eventuale record. La bellezza e lo charme di una manifestazione sono alla base del successo e forse sono stati anche i motivi che hanno portato Capalbo a compiere alcune scelte fondamentali per la propria vita. Se il presidente della Iaaf si è avvalso delle sue capacità è perché Capalbo organizza maratone di livello elevato: sette "label golden races" a Praga e dintorni con una società in grado di fatturare attualmente circa 10 milioni di euro. La Runczech, con uno staff di giovani italiani e stranieri, sta peraltro acquisendo i diritti delle maratone in Italia, Germania e Polonia. Capalbo, evidentemente, sa far fruttare bene quello che ha. Per ogni manifestazione si collegano mediamente 150 Paesi di tutto il pianeta che rimandano le dirette all'interno dei confini nazionali.
Un personaggio così intraprendente non é sfuggito a Coe che l'ha chiamato a promuovere un settore in massima espansione. Al motto di "l'importante non è vincere ma arrivare sino in fondo" (che per le maratone significa tagliare comunque il traguardo dei 42,195 chilometri), Carlo mette entusiasmo in qualsiasi cosa faccia. Dal suo quartier generale di Praga sfida l'arrivismo della società odierna: "Sto sperimentando soluzioni praticabili per la salute e per vivere meglio con se stessi", risponde a chi cerca di studiare in profondità il runner. E così organizza campionati per singole professioni e soprattutto ne mette continuamente a punto la macchina organizzativa, tanto che la sua esperienza manageriale viene spesso posta al servizio di altre nazioni come Cina e Usa. La carriera manageriale di Carlo Capalbo, 59 anni napoletano, è iniziata negli anni '90 dalla Silicon Valley. Aveva fatto così in fretta che - neppure trentenne - era stato chiamato a dirigere in Europa la WordPerfect, prima multinazionale concorrente della Microsoft. Soldi, fama e potere non sono stati sufficienti a farlo desistere dal cambiamento in arrivo. Carlo e la maratona dovevano incontrarsi prima o poi. Così stanco di quella

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