16 lug 2011

Enac, i Paganelli patteggiano e Pronzato chiede un accordo

 CASO

Roma, verso la chiusura l'inchiesta sulle tangenti che coinvolge l'ex manager Pd. Gli imprenditori per primi hanno ammesso che la mazzetta serviva per aggiudicarsi l'appalto



ROMA - Prima l'ammissione delle tangenti, ora il patteggiamento. Procede a passo veloce, velocissimo, l'inchiesta sulla corruzione di Enac che coinvolge anche l'ex consigliere d'amministrazione dell'ente ed ex responsabile nazionale per il trasporto aereo del Pd, Franco Pronzato. Una vicenda su cui la procura di Roma ha idee chiare. E prove schiaccianti. Tanto che i due imprenditori che avrebbero pagato una bustarella da 40mila euro (finiti poi per metà nelle tasche di Pronzato e, per l'altra metà, in quelle del lobbysta e procacciatore di finanziamenti per la Fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema, Vincenzo Morichini) hanno già concordato con la procura il patteggiamento. Viscardo Paganelli e il figlio Riccardo hanno corrisposto al consigliere genovese la cifra in cambio del rilascio, a tempo di record, del Coa, certificato di operatore aereo, necessaria per partecipare alla gara di appalto per i collegamenti aerei tra l'isola d'Elba e gli aeroporti di Pisa e Firenze. Sono stati loro i primi ad ammettere che quei 40 mila euro servivano a quello, a potersi aggiudicare le rotte per la continuità territoriale dall'isola toscana. Una vera e propria mazzetta, insomma. Per fare sì che tutto filasse liscio. E, soprattutto, veloce. Sul piatto, d'altronde, c'era un appalto da più di un milione di euro a cui i due imprenditori tenevano particolarmente.

Versioni che hanno convinto il pm titolare del fascicolo, Paolo Ielo, che li aveva iscritti (insieme a Pronzato e Morichini per corruzione). E che, evidentemente, hanno confermato 
le prove documentali raccolte durante le indagini affidate al nucleo speciale di polizia valutaria della guardia di Finanza. Tanto che, proprio ieri, il magistrato ha dato il consenso al patteggiamento della pena: un anno e quattro mesi per Paganelli padre, undici mesi per il figlio. Pene che devono essere sottoposte al giudice, ma l'ok della procura fa pensare che alla fine l'accordo sarà questo. 
Non i soli ad ammettere, non i soli a concordare una via d'uscita. La procura di Roma sta infatti vagliando anche la richiesta di patteggiamento avanzata dalla difesa di Pronzato. E anche in questo caso gli inquirenti sembrano propensi a concedere il parere favorevole (la pena dovrebbe essere più o meno quella concordata da Paganelli senior). Fino a lunedì scorso, giorno in cui ha ottenuto i domiciliari, il manager genovese aveva negato che quel versamento fosse una tangente. Come ha invece ammesso davanti al magistrato durante l'ultimo interrogatorio: quei 40 mila euro servivano a "propiziare" il rilascio dell'autorizzazione. Un contatto, quello tra l'ex amministratore dell'ente che doveva accertare che la Rotkopf Aviation dei Paganelli avesse i requisiti e gli imprenditori, che sarebbe avvenuto tramite il "facilitatore" Morichini, al quale, non a caso, sarebbe andata metà della somma. Ma la posizione del fundraiser è ancora al vaglio dei magistrati.

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