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9 giu 2011

LETTERA AL PARLAMENTO EUROPEO Draghi, la mia Bce credibile e autonoma

La «prima» da banchiere centrale europeo: no

alla ristrutturazione debito greco, sì al dollaro forte

Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi (Ansa)
Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi (Ansa)
MILANO - «Credibilità, indipendenza e pragmatismo»: sono i «principi cui guida» cui continuerà a ispirarsi la Bce di Mario Draghi. È quanto scrive al Parlamento europeo lo stesso governatore della Banca d'Italia e prossimo presidente della Banca centrale europea, carica alla quale sarà formalmente indicato il prossimo 24 giugno al posto di Jean-Claude Trichet. «La Bce non cambia» e continuerà a seguire la via dell' autonomia e dell' autorevolezza, ha assicurato Draghi, anticpando in vista di audizione il 14 giugno presso la Commissione affari monetari il suo «no» alla ristrutturazione del debito sovrano della grecia, «un danno per l'Eurozona», e anche all'emissione di Eurobond, possibili solo con «importanti cambiamenti istituzionali» che attualmente «appaiono improbabili».

I TRE PRINCIPI - «Tre principi» sono «fondamentali» nel guidarne l'azione, scrive Draghi. «Innanzitutto, il più alto livello di cerdibilità nel perseguire l'obiettivo della stabilità dei prezzi. In secondo luogo, agire con piena indipendenza nell'interesse generale dell'area dell'euro, dell'insieme dell'Unione europea e dei loro cittadini. In terzo, l'orientamento a valutare nel medio termine, anche con una sana dose di pragmatismo, l'evoluzione dell'ambiente economico e finanziario. Lasciatemi aggiungere - conclude - che considero l'integrità, la trasparenza e l'attendibilità valori cruciali per l'esercizio delle importanti responsabilità affidate alla Bce».

MONITORAGGIO- Nelle risposte pubblicate mercoledì nel sito dell' Europarlamento, Draghi afferma di non vedere ragioni per cambiare il modo in cui l'istituto di Francoforte ha condotto la politica monetaria dell'Unione negli ultimi 12 anni. Avverte che la Bce monitora «molto da vicino» tutti gli sviluppi che contengono un rischio di aumento dei prezzi. È inoltre «scettico» sull'ipotesi di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie e condivide l'idea che un dollaro forte, stabile contro le maggiori valute, sia nell'interesse degli Stati Uniti e dell'economia globale. Draghi incoraggia la Cina a procedere verso un graduale apprezzamento del renmimbi.

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