2 mag 2011

William, il principe del popolo bagno di folla prima del sì

Sorpresa in serata: lo sposo esce da Clarence House e si concede al bagno di folla. Sportivo, gentile, sorridente stringe mani e risponde alle domande della gente. E si concede una frase scherzosa: "Tutto quel che devo fare domani, è non sbagliare le battute..."

William, il principe del popolo bagno di folla prima del sì
Nozze reali, nozze digitali Will e Kate, il sì su YouTube

LONDRA - Colpo di scena a Buckingham Palace. La sera della vigilia delle nozze, il principe William ha scelto di stare fra la gente. Fra le centinaia di persone che da due, tre giorni occupano - con tende canadesi, sacchi a pelo, bivacchi improvvisati - i luoghi che sono il cuore dell'evento (e della monarchia). In serata, mentre la regina Elisabetta si intrattiene a cena con quaranta teste coronate straniere, lo sposo ha deciso di andare in strada a salutare, stringere mani, ringraziare personalmente per l'affetto dimostrato. Un gesto assolutamente imprevisto e inaspettato che, com'era prevedibile, ha amdato in deliro la folla. Fatta di persone giunte non solo da ogni angolo del Regno ma anche da altri Paesi europei e, in certi casi, da molto più lontano: il Venezuela, l'Australia, il Canada. E se i più giovani gli hanno riservato un'accoglienza da rockstar, era sui volti dei più anziani che si leggeva un'emozione forte, dettata da un preciso motivo: "E' uguale a sua madre, è la fotografia di Diana, lo stesso sorriso, la stessa semplicità, la stessa capacità di parlare al popolo", commenta con gli occhi lucidi Peter, un anziano signore che si dice orgoglioso di appartenere "a una famiglia che è monarchica da sempre". 

SPECIALE ROYAL WEDDING

Pantaloni beige, maglioncino di lana blu e camicia azzurra, William ha lasciato Clarence House, la residenza del padre Carlo dove lui vive quando è a Londra, ed è arrivato a sorpresa sul Mall, il viale che costeggia St. James Park e conduce a Buckingham Palace. Strette di mano, ringraziamenti, il principe 

"Tutto quello che devo fare domani è non sbagliare le battute..."

ha anche risposto a qualche domanda, almeno a quelle che è riuscito a comprendere, visto il caos che inevitabilmente la sua presenza ha provocato. E si è pure concesso un po' di ironia: "Tutto quel che devo fare domani - ha detto - è non sbagliare le battute...". Certo è che se casa Windsor ha pensato a queste nozze come a un'occasione, anche, per un restyling dell'immagine della monarchia - basta pensare ad esempio alla diretta della cerimonia su YouTube e, più in generale, al ruolo "affidato" al web per rilanciare l'evento su base planetaria e soprattutto digitale - il gesto compiuto da William dimostra che il futuro sovrano si muove su un terreno altro rispetto al passato, alla tradizione. Come fece sua madre, appunto, "la principessa del popolo" tanto evocata in questi giorni in cui i negozi di souvenir accanto ai gadget con i volti dei due sposi ripropongono anche quelli con il sorriso di Diana, amata e mai del tutto dimenticata. Lo dimostrano anche le molte foto appese alle transenne che delimitano quello che sarà il percorso del corteo nuziale, tappezzato dalle Union Jack.

Ma mai tutta quella gente, fra un sacco a pelo arrotolato, una bottiglia d'acqua, un plaid, un sandwich, mai avrebbe immaginato di vedere lui in persona, di stringergli la mano, di fargli una foto con il telefonino. E pensare che tanti sono lì proprio per lui, "per William, perché è il figlio di Diana", dice un ragazzo che con due amiche trascorrerà la notte in una piccola tenda davanti a Buckingham Palace. Per William, e nella speranza che si rinnovi l'emozione di trent'anni fa, quando Diana e Carlo, in barba al protocollo, su quel balcone si scambiarono un bacio destinato a diventare storico, quando nulla lasciava presagire quel che sarebbe accaduto negli anni a venire. "Siamo qui perché vogliamo vedere il bacio, speriamo che lo facciano", spiega una ragazza inglese di diciassette anni. Mentre la sua amica confessa: "Sono qui per fare il tifo per Kate, perché ha realizzato il sogno di molte di noi". E infatti lei al collo porta un cartello con scritta una frase che chiarisce bene le ambizioni: "Ora che William è andato, io posso avere Henry?".


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