Nella giornata dello sciopero generale, gli utenti dei convogli locali pronti a nuovi blocchi dopo quello di Monterotondo: siamo stufi, scene da Far West
ROMA - Una giornata, quella di venerdì 5, che sul fronte del trasporto pubblico si annuncia all'insegna del caos, sia nella Capitale che nell'hinterland. Non c'è solo lo sciopero programmato da tempo che a partire dalle 8 e 30 bloccherà a singhiozzo bus, metro, tram e ferrovie urbane. E' infatti probabile che lungo le ferrovie regionali si ripetano altre agitazioni spontanee da parte dei pendolari che giovedì 5 maggio hanno bloccato la linea ferroviaria Fiumicino-Orte (FR1). La rabbia degli utenti, lasciati a piedi senza preavviso per via di corse soppresse senza apparente ragione o spiegando il disagio con generici annunci di «lavori in corso», si sta estendendo a macchia d'olio, basta guardare i numerosi siti dei pendolari laziali, sul piede di guerra.
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| Un treno affollato di pendolari (Fotolive) |
«PERCHE' NON LAVORARE DI NOTTE?»- All'incirca gli stessi racconti si ripetono suwww.pendolare.wordpress.com (sito sulla FR2 Tivoli-Roma) dove qualcuno contesta la manutenzione straordinaria annunciata da Trenitalia che non «fornisce motivazioni, né il dettaglio degli interventi. Mi chiedo per quale motivo queste manutenzioni non si possano fare di notte o di domenica, quando circolano pochissimi treni, con buchi di molte ore tra i vari passaggi. Tutto ciò ci procura una sgradevole sensazione – prosegue l'utente -. Temiamo che, con il pretesto dei lavori, si stiano facendo delle "prove generali" per aprire la strada alla soppressione definitiva dei treni, con l'entrata in vigore del prossimo orario a metà giugno».
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| I pendolari bloccano la stazione di Monterotondo (Ansa) |
I SINDACI: «SITUAZIONE INSOSTENIBILE» - I sindaci della zona sono preoccupatissimi e temono di non controllare più la protesta. «Nonostante siano comprensibili le motivazioni del rallentamento del servizio ferroviario dovute ai lavori di riqualificazione della tratta - afferma Vincenzo Mazzeo, primo cittadino di Fara Sabina, anche lui assieme ai pendolari in rivolta a Monterondo - la situazione è ormai diventata insostenibile e va avanti da troppo tempo. Non è possibile che si viaggi quotidianamente come su carri da bestiame. È evidente che sia la linea che i treni a disposizione non sono più sufficienti».
INCONTRO CON TRENITALIA - Almeno a Monterotondo, una prima risposta è prevista per le 9 di venerdì 6, con un incontro fra Trenitalia, associazioni pendolari, alcuni sindaci e consiglieri regionali e provinciali. E proprio dall'assessore ai Trasporti di palazzo Valentini Amalia Colaceci arriva la notizia di un altro« vertice» con Trenitalia, il prossimo 11 maggio, «per ottenere treni in più su una tratta dove il numero dei mezzi in servizio è insufficiente». Ma almeno a leggere le proteste che i pendolari scrivono sui loro blog, il problema dei treni scarsi non sembra riguardare solo la linea Orte-Fiumicino
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