6 mag 2011

Treni pendolari, la rabbia dei viaggiatori Venerdì la minaccia di nuove proteste

Nella giornata dello sciopero generale, gli utenti dei convogli locali pronti a nuovi blocchi dopo quello di Monterotondo: siamo stufi, scene da Far West


ROMA
 - Una giornata, quella di venerdì 5, che sul fronte del trasporto pubblico si annuncia all'insegna del caos, sia nella Capitale che nell'hinterland. Non c'è solo lo sciopero programmato da tempo che a partire dalle 8 e 30 bloccherà a singhiozzo bus, metro, tram e ferrovie urbane. E' infatti probabile che lungo le ferrovie regionali si ripetano altre agitazioni spontanee da parte dei pendolari che giovedì 5 maggio hanno bloccato la linea ferroviaria Fiumicino-Orte (FR1). La rabbia degli utenti, lasciati a piedi senza preavviso per via di corse soppresse senza apparente ragione o spiegando il disagio con generici annunci di «lavori in corso», si sta estendendo a macchia d'olio, basta guardare i numerosi siti dei pendolari laziali, sul piede di guerra.

Un treno affollato di pendolari (Fotolive)
Un treno affollato di pendolari (Fotolive)
«SIAMO AL COMPLETO, NON SI SALE» - Suwww.pendolaricv.org (blog dedicato alla FR5 Roma Civitavecchia) si ripetono le testimonianze di disagi, ritardi e soppressioni improvvise a partire dal 27 aprile, in coincidenza con il piano di manutenzione straordinaria sulle linee annunciate da Trenitalia. Ecco cosa scrive un utente, uno fra i tanti che descrive la sua odissea: «A San Pietro dove come al solito salgono moltissime persone, si vedono scene da Far west sulla mia carrozza: due persone hanno anche cominciato a litigare poiché non si riusciva a salire. Il capotreno fischia più volte la partenza ma nulla, non si parte; sicché ad un certo punto grida "Siamo al completo!" invitando quelli che non sono riusciti a salire ad attendere il successivo» .

«PERCHE' NON LAVORARE DI NOTTE?»- All'incirca gli stessi racconti si ripetono suwww.pendolare.wordpress.com (sito sulla FR2 Tivoli-Roma) dove qualcuno contesta la manutenzione straordinaria annunciata da Trenitalia che non «fornisce motivazioni, né il dettaglio degli interventi. Mi chiedo per quale motivo queste manutenzioni non si possano fare di notte o di domenica, quando circolano pochissimi treni, con buchi di molte ore tra i vari passaggi. Tutto ciò ci procura una sgradevole sensazione – prosegue l'utente -. Temiamo che, con il pretesto dei lavori, si stiano facendo delle "prove generali" per aprire la strada alla soppressione definitiva dei treni, con l'entrata in vigore del prossimo orario a metà giugno».

I pendolari bloccano la stazione di Monterotondo (Ansa)
I pendolari bloccano la stazione di Monterotondo (Ansa)
«INUTILI LE CLASS ACTION» - Dunque la rabbia dei pendolari passa di ferrovia in ferrovia e non è escluso che si ripetano altri blocchi, come quello che a Monterotondo ha visto 200 persone occupare i binari per circa 5 ore dopo l'ennesima soppressione immotivata. Nemmeno l'avvio delle class action annunciate contro Trenitalia e Atac (per stare a soltanto al caso di Roma) sembrano calmare gli utenti. «Queste sono azioni legali che in definitiva non portano a niente - spiega delusa Ester Ferraresi, battagliera animatrice del comitato pendolari Roma-Lido -. I disagi li patiamo oggi, adesso. Andando al lavoro o all'università tutte le mattine. Ecco perché le risposte devono arrivare subito. Non ce la facciamo più e siamo esasperati, pronto a tutto»

I SINDACI: «SITUAZIONE INSOSTENIBILE» - I sindaci della zona sono preoccupatissimi e temono di non controllare più la protesta. «Nonostante siano comprensibili le motivazioni del rallentamento del servizio ferroviario dovute ai lavori di riqualificazione della tratta - afferma Vincenzo Mazzeo, primo cittadino di Fara Sabina, anche lui assieme ai pendolari in rivolta a Monterondo - la situazione è ormai diventata insostenibile e va avanti da troppo tempo. Non è possibile che si viaggi quotidianamente come su carri da bestiame. È evidente che sia la linea che i treni a disposizione non sono più sufficienti».

INCONTRO CON TRENITALIA - Almeno a Monterotondo, una prima risposta è prevista per le 9 di venerdì 6, con un incontro fra Trenitalia, associazioni pendolari, alcuni sindaci e consiglieri regionali e provinciali. E proprio dall'assessore ai Trasporti di palazzo Valentini Amalia Colaceci arriva la notizia di un altro« vertice» con Trenitalia, il prossimo 11 maggio, «per ottenere treni in più su una tratta dove il numero dei mezzi in servizio è insufficiente». Ma almeno a leggere le proteste che i pendolari scrivono sui loro blog, il problema dei treni scarsi non sembra riguardare solo la linea Orte-Fiumicino
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