Il premier: la giustizia italiana frena gli investimenti stranieri e mette molta paura
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MILANO - È un appello pacato ma deciso quello che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rivolto a Confindustria durante la conferenza stampa organizzata a Palazzo Chigi per presentareil decreto legge sullo sviluppo. Gli industriali «facciano qualcosa per noi» è in sostanza l'invito che il premier fa arrivare a Viale dell'Astronomia. «Invece di aspettare solo che sia il governo a fare qualcosa per loro, sarebbe ora che fossero loro a fare qualcosa per noi». L'appello del premier arriva nello stesso giorno in cui Confindustria comunica l'esito di un sondaggio su un campione di 508 imprese, promosso dalla Piccola Industria che sarà presentato venerdì in occasione del Consiglio centrale, in vista delle Assise di Bergamo di sabato. Secondo il sondaggio, le piccole e medie imprese. nonostante i duri colpi della crisi, guardano a nuove prospettive di business con un «cauto ottimismo». Ma per competere occorre, secondo lo studio, un governo capace di potenziare e dare prestigio all'Italia nel mondo.
LA GIUSTIZIA - Dal premier anche un affondo sulla giustizia italiana. «Spaventa gli investitori stranieri» è l'idea di Berlusconi. «La giustizia civile e la giustizia penale - ha sottolineato il premier a Palazzo Chigi - sono due punti molto negativi, che tutti giudicano con molta paura prima di venire in Italia».
«RIFORMEREMO IL FISCO» - «Noi ci apprestiamo a presentare prestissimo la riforma dell'architettura dello Stato che è urgente come quella della giustizia. Il nostro intendimento è di realizzare anche la riforma tributaria entro fine legislatura», ha promesso anche il capo del governo. «Si tratta di un gran lavoro - ha aggiunto - perché c'è un ginepraio di leggi inestricabile anche per professionisti della materia preoccupati quando devono dare suggerimenti alle imprese».
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