Natasha Kiss: «Ci siamo conosciuti a Parigi, non può aver stuprato nessuno, è una persona per bene»
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| Natasha Kiss |
Dove vi siete conosciuti ?
«In un club privee a Parigi quattro o cinque anni fa».
E' passato un po' di tempo, non pensa di confondersi con un'altra persona?
«Assolutamente no. Mi strinse la mano dicendo chiaramente il suo nome, lo soprannominai Gengis Khan. L'unica differenza sta nei capelli, allora brizzolati oggi più bianchi».
«Quello che ci fanno tutti gli altri, si beve, si balla come in una discoteca e quando se ne ha voglia ci si apparta. A Parigi, come in tutte le altre parti del mondo, si può decidere in qualsiasi momento, a differenza dell'Italia, di iniziare a giocare».
Perciò Strauss-Kahn iniziò a giocare con lei?
«Sì, fu molto carino. Ero in questo locale con altre coppie di amici e lui era solo, almeno all'apparenza. Provò ad attirare l'attenzione di una signora molto distinta ma lei con lo sguardo gli fece capire che non le andava e lui ricambiò con un sorriso. Provò con altre ma gli andò buca ancora. Mi attirava proprio perché si comportava da gentiluomo nonostante i rifiuti. Allora si avvicinò a noi e ci furono rapporti con me e una mia amica».
Come si comportò?
«Non era un allupato o un affamato di donne come lo si vuol dipingere. Fu gentilissimo, educatissimo non si è comportato da cane bavoso come spesso succede. Anzi. Ci trattò con dolcezza, mi fece le coccole. E questo mi rimase impresso».
Quante volte lo vide?
«Rimasi a Parigi per una settimana, andai in quel locale tutte le sere e lui venne tre quattro volte. Una sera arrivò molto tardi solo per bere qualcosa, chiacchierammo un po' e poi tutti a casa a dormire».
Insomma secondo lei, Strauss-Kahn è una persona per bene?
«Non ho il minimo dubbio, è disgustoso quel che gli fanno passare ora. Dominique non ha bisogno di stuprare una donna perché se ha voglia può permettersi di pagare una escort oppure, come ha fatto a Parigi, di andare in un club privee per divertirsi un poco. E' solo un libertino».
Ma gli anni possono cambiare la gente...
«Guardi, conosco gli uomini. Il lato sessuale emotivo se è quello è quello. E lui non era certo un violento, il profilo che ne hanno fatto non è il suo. Le sue carezze, me le ricordo ancora».
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