2 mag 2011

Il guardaroba di Kate la Principessa del low cost

Bella, semplice, attenta al portafoglio: è diventata il simbolo della nuova eleganza

MARIA CORBI 

INVIATA A LONDRA
Chiamatemi Catherine e sarò la vostra icona. La futura moglie di William vuole sbarazzarsi del diminutivo, Kate, per riappropriarsi del suo nome, Catherine, molto più adatto per chi dovrà portare una corona. E nell'attesa di quel giorno la ragazza si allena per essere proclamata regina di stile. Esattamente come lo fu Diana, anche se in una maniera totalmente diversa.

Lady D è stata la musa delle grandi firme dell'alta moda, mentre Kate lo è di quella che qui in Inghilterra chiamano «high street fashion», ossia abiti da boutique dove per entrare non occorre avere un conto in banca milionario. Così ecco Catherine che si presenta al braccio di William il giorno del fidanzamento indossando una creazione di Daniella Helayel, ossia Issa, un abitino in seta blu elettrico dal costo di circa 500 euro.

Una scelta democratica, probabilmente furba visto che in tempo di crisi è meglio non fare arrabbiare i sudditi, che ha immediatamente trasformato una ragazza del Berkshire fino a ieri abbastanza anonima nel look, in una icona glamour. E sarebbe proprio Daniella, in arte Issa, ad averle fatto un fashion training come ha ammesso la stessa Kate: «Mi ha salvata da molti potenziali disastri del mio guardaroba».

Kate impara in fretta e sembra proprio che non abbia più bisogno di consigli. Sono lontani i tempi in cui sfilava in abitino trasparente di dubbio gusto che però accese il desiderio del principe William (è stato venduto all'asta per 78mila sterline). Il suo è guardaroba da principessa attenta al portafoglio, ma anche alla personalità. Anche il riciclo è ammesso come quando nell'isola di Anglesey, in Galles del Nord, per battezzare una scialuppa di salvataggio Kate ha «rinfrescato», accorciandolo, un cappotto beige già da tempo nel suo armadio. 

Scelte low cost per la futura regina: il vestito bianco usato per gli scatti ufficiali di Mario Testino, il fotografo preferito da Diana, di Reiss, modello Nanette della collezione autunno-inverno, è da 159 sterline. Altra posa con una camicia bianca di Whistles da 95 sterline. Mentre molto meno, solo 60 euro, è costato l'abito di Top Shop che aveva qualche mese fa mentre usciva da un esclusivo club di Londra, il Cuckoo Club. E ieri in una delle boutique di questa catena amatissima dalle teenager, a Victoria Street, pochi passi da Westminster Abbey dove domani William e Kate si giureranno amore, tante ragazzine chiedevano i vestiti di «Kate», come se fosse la ragazza più popolare della scuola da imitare. 

Ma a parte la scelta «economica», quella di Kate sembra una scelta di stile ben precisa. E mentre Diana ha costruito il suo stile giorno dopo giorno, passando da «rosa inglese», un po' goffa, a stella della moda internazionale, facendo felici tutti i più famosi stilisti del mondo, Kate, anzi Catherine, ha già le idee molto chiare all'inizio della sua favola. E uno stile tutto suo, «il K. style», che le ha regalato il decimo posto nella classifica della rivista People delle donne più eleganti del mondo. E il fisico snello (troppo secondo alcuni), taglia 40, certo la aiuta in questa missione: essere glamour a costi sostenibili. 

E sarà per questa sua determinazione a indossare gli abiti e non subirli che Kate, dicono, abbia anche voluto disegnare il suo vestito da sposa con l'aiuto di Sophie Cranston. Staremo a vedere, quel che invece sappiamo con certezza è quel suo modo moderno e informale di interpretare l'eleganza: molti jeans, stivali come se piovesse, abitini in jersey scivolati, vestiti lunghi senza fronzoli e dai colori decisi come quello azzurro indossati in occasione del «Boodles boxing ball», lo scorso giugno. Cappottini smilzi, giacche sportive da caccia, i calzettoni che escono fuori dagli stivali, ballerine con cui scappare agilmente dai fotografi. Il tailleur rosso con il bavero tondo e la cinta nera a segnarle il vitino da vespa di Luisa Spagnoli, indossato durante la visita all'Università di Saint Andrews. Anche questo, assicurano dalla Spagnoli, è andato esaurito in poche ore. 

E anche se Kate li snobba, i grandi della moda la promuovono in eleganza. A Valentino piace molto il suo stile «per il modo che ha di indossare pezzi non necessariamente fatti per essere combinati, come fanno tante ragazze di oggi». Per Karl Lagerfeld «è bella, elegante, sempre chic, adatta al ruolo che la aspetta. Anche perché sembra essere una persona equilibrata e felice». Per Armani Kate dimostra di conoscere benissimo le tendenze, «sceglie sempre capi discreti, lineari». E in futuro «avrà tutto il tempo di prendere coscienza del suo nuovo ruolo e di scegliere abiti preziosi per le occasioni più ufficiali». Come dire: non esageriamo troppo con questa storia del low cost. Per adesso Kate sembra decisa a fare di testa sua, almeno nel look. E a Buckingham Palace la assecondano visto che il «fattore K» sembra far bene alla «ditta». E non importa se la sua futura cuginetta, Zara Phillips, figlia di Anna, la chiami «little Miss Perfect». La strada per diventare un'icona di stile è lastricata di invidie.

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