Il governatore e lo stile sfoggiato ad «Annozero». Quando per l'Expo si presentò in giacca «geranio acceso»
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| Formigoni con camicia floreale ad Annozero |
Scherza o forse no. Formigoni ha pronta una sorpresa per l'inverno (trattasi d'un cappello Borsalino) e ne pensa una per l'estate. Comunque non tollera, per massimo rispetto verso l'istituzione, che staff e personale della Regione si inventino giochi cromatici. Non si scherza. Rigore. Colori ordinari. Ecco. I colori. Van capiti. Distinti. A esempio. «Quella giacca era geranio acceso». Mica salmone. Organizzò gli Stati generali dell'Expo. E si presentò appunto con questa giacca. Voleva mandare un segnale. Forza, che l'Expo sia la celebrazione della creatività, dello stile italiano. Della fantasia. Gente come l'«inimitabile» Gianluigi Mauri. Vi sono molteplici soggetti che donano vestiti a Formigoni. In segreteria ne sanno più di qualcosa. Si mettano in pace. Nessuno prenderà il posto di Mauri. «Ciellino. Brianzolo. Disegna e realizza scarpe». Tradizione di famiglia. «Il 99,7% della produzione viene esportata. Il restante 0,3% finisce a me». Ai suoi piedi. Ammirazione pura. Che poi c'è anche per antichi sarti. Mestieri senza ricambio. Arte che va dispersa. Un peccato. Un male. «Ho insistito per aprire una scuola di sartoria. Dobbiamo darci da fare. Parliamo di un patrimonio unico. Finanche in Francia primeggiamo...». Stava in Costa Azzurra, per le vacanze pasquali. E ovunque, i negozi erano marche nostrane. «Un trionfo».
In giacca «geranio acceso» (Ansa)
Ora, discutendo del tema, vengono delle curiosità. Tipo la cabina armadio. Quanto sarà grande? Quanti metri quadrati? Sarà un bilocale? Invece «sono spazi normali» giura lui. Motivo? Semplice. Se è vero che tanto entra, parecchio esce. Di nuovo i regali. A Formigoni piace distribuire scarpe e giacche, magliette e cravatte, e ancora scarpe e giacche e magliette e cravatte. A proposito di cravatte. Marinella, certo, però senza esagerare. Cioè in una sana alternanza con altre firme. Abiti di Armani. E di Gianni Campagna. Gran presenza di Richmond, si sarà capito. Feeling. L'incontro di recente, sei mesi fa. Da allora Richmond dà dritte, consigli, suggerimenti; Formigoni chiede, valuta, infine sceglie. Nessuno stilista, nessun guru. «Decido io soltanto». Il vestire «indica personalità e carattere; rispetto dell'ospite». Il vestire, «quando a un certo punto della vita ce lo si può permettere», è spiazzare. E però non esageriamo. Basta un elemento. Un tocco di fioretto. La scherma è una passione del governatore. Il quale per ogni uscita fuori dagli schermi - Annozero lo era - riceve, «metà e metà», apprezzamenti e critiche. E anche a quest'ultimo giro, con la camicia da figlio dei fiori, i giudizi si sarebbero equivalsi. Ah, gli anni Settanta. A Londra fece fuori i pochi soldi in tasca; e le restanti camicie, per la cronaca, erano una viola e una marrone con una serie di ghirigori. Ma dove diavolo saranno finite? Fate i bravi, le ha qualcuno di voi?
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