Dal calciatore Rizzitelli a Caterina Guzzanti: ecco le cifre affidate al truffatore. L'ex giocatore ha comprato azioni per quasi 5 milioni di euro, RIondino per più di uno
ROMA - Nel mirino della Finanza ora finiscono anche le banche - la romana Carispaq, l'inglese Barclays e tante altre banche in Belgio, Bahamas, Malta - attraverso le quali Gianfranco Lande e i suoi soci, muovevano i capitali della colossale "truffa dei Parioli" in cui sono incappate 1.200 persone, tra vip, imprenditori, politici, calciatori e persino affiliati del clan 'ndranghetista Piromalli. Alcune anomalie sui movimenti, sul flusso di denaro in entrata e in uscita degli istituti di credito a cui i maghi del raggiro si appoggiavano sono ora al vaglio degli uomini del nucleo valutario della guardia di finanza capitolina. È ancora prematuro dire se ci fosse la complicità o il coinvolgimento della Carispaq e della banche estere nel malaffare che ha portato nelle tasche della Eim (poi Egp), la società di cui Lande era il rappresentante legale, 300 milioni di euro. Ma qualcosa non torna, dicono gli investigatori: di tutti quei soldi passati per i conti, e poi spariti nel nulla, è impossibile che nessuno si sia accorto. I dubbi degli inquirenti potranno chiarirsi solo analizzando tutte le operazioni che in questi quindici anni sono passate attraverso gli istituti bancari ora nel mirino. Tuttavia ricostruire i passaggi tortuosi dei flussi di denaro e gli ingranaggi della macchina mangia soldi di Lande & Co. è un lavoro lungo e complicato.
Spuntano intanto le liste complete dei primi 733 clienti truffati, sequestrati nell'ufficio di Roberto Torregiani, il broker braccio destro di Lande, anche lui in carcere. Nuovi nomi accanto
ai quali sono scritte le cifre investite dalla vittime. Oltre a Sabina Guzzanti e al padre onorevole, che al Madoff dei Parioli ha consegnato in due tranche 275.177 euro e 31.434, c'è anche Caterina che ha investito nella Eim 88.121 euro. Poi c'è il calciatore Ruggiero Rizzitelli che ha comprato azioni della "Blue Water" e della "Eim Bahamas" per un totale di 4 milioni e 895.300 euro. Più modesto, rispetto a quello del collega, l'investimento del brasiliano portiere della Roma Donieber Marangon: 49.785,56 euro. Cifre da capogiro tornano con Nicola del Roscio, compagno dell'artista di fama internazionale Cy Twombly, che ha messo nelle mani di Lande 5 milioni e 826mila euro, aggiungendo poi altri 58.476 euro.
Quanto ai soldi persi dagli altri personaggi coinvolti nel raggiro, a parte la soubrette Samantha De Grenet che ha dichiarato di aver recuperato i suoi soldi, ovvero i 260mila euro consegnati alla Eim, Carlo ed Enrico Vanzina, hanno rispettivamente visto dissolversi 400mila euro e 631.534. Al cantautore David Riondino, che col sorriso ha ironizzato sull'intera vicenda malgrado il suo milione e 314mila euro perduto, è andata sicuramente peggio del cuoco di fama internazionale Heinz Beck che, nonostante continui a negare - "non ho mai dato un solo euro a questi personaggi e non capisco come il mio nome possa essere finito in questa storia" - è il numero 50 della lista di Torregiani con un totale di investimenti pari a 600mila euro, cointestati con la moglie. Più misurata la cifra data dalla sorella del re della pasta, Francesca De Cecco (518.340 euro), se paragonata a quella del signore della sanità laziale Emmanuel Miraglia (1.950.389).
Sul fronte indagini si va profilando, per i cinque arrestati, anche l'accusa di riciclaggio, dopo quelle di associazione per delinquere di carattere transnazionale finalizzata ai reati di abusivismo finanziario, al compimento di reati di truffa e di appropriazione indebita. Questa ipotesi potrebbe configurarsi soprattutto per Gianfranco Lande e scaturirebbe dall'investimento di 14 milioni di euro effettuato da esponenti del clan 'ndranghetista Piromalli, dietro il quale gli inquirenti sospettano possa esserci un'iniziativa finalizzata a 'ripulire' il danaro sporco.
Non a caso, per questo episodio è stato iscritto nel registro degli indagati, per riciclaggio, il mediatore finanziario di Forlì Matteo Cosmi, già in rapporti con Flavio Carboni in occasione delle manovre di un comitato d'affari per i progetti sull'eolico, uno dei capitoli d'inchiesta sulla cosidP3.
Nel guai potrebbero finire anche per il sessanta per cento delle vittime del raggiro, per evasione fiscale. Molte dichiarazioni dei redditi sono incompatibili con gli investimenti da capogiro.
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