13 mar 2011

Si dimette il sindaco dell'Aquila: "Siamo al disastro"

Il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha formalizzato stamani le proprie dimissioni, consegnando la comunicazione al segretario generale Vincenzo Montillo. "Con la presente - recita la nota, inviata anche al presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti e, per conoscenza, al prefetto Giovanna Maria Iurato - rassegno le mie dimissioni dalla carica di sindaco della citta' dell'Aquila". Ai sensi dell'articolo 53 comma 3 del decreto legislativo 267 del 2000 le dimissioni del sindaco acquisteranno efficacia decorsi venti giorni da oggi. Le dimissioni Cialente le aveva annunciate ieri nel corso del Consiglio comunale andato a vuoto per mancanza del numero legale. "Non ho piu' un partito (Pd, ndr) ne' una maggioranza", aveva detto il sindaco parlando in aula quando sui banchi erano seduti solo 19 consiglieri. Si stava discutendo delle aziende partecipate e occorrevano almeno 20 consiglieri, la maggioranza qualificata. Ma il motivo delle dimissioni di Cialente sta nelle mancanza di fondi: "Siamo senza bilancio. Io l'anno scorso fino ad agosto ho dovuto governare in dodicesimi prendendomi i vituperi degli aquilani a cui non potevo comprare neanche un sacchetto di catrame. C'è una situazione allucinante sulla ricostruzione pesante, sulla quale si è voluto giocare. Io c'è lo messa tutta. Mi sono fatto carico anche di quello che non mi spettava".massimo cialente

Anche la maggioranza ha redatto un documento per esprimere solidarietà al sindaco: "I mancati trasferimenti dal Governo e dal Ministero delle Finanze per circa 50 milioni di euro e il conseguente 'buco' nel bilancio di 32 milioni di euro costituiscono una voragine che rischia di ingoiare il futuro della città e di far precipitare la sua ricostruzione, anche economica e sociale, in un empasse dalle dimensioni drammatiche e fatali. Rispetto a questa situazione, che impedirà, di fatto, l'approvazione del bilancio entro il termine del 31 marzo, il sindaco e la sua maggioranza non possono e non vogliono diventare il capro espiatorio su cui andranno a pesare le colpevoli responsabilità di chi ha il potere e il dovere di tener fede agli impegni presi in sede di programmazione del bilancio, quando si garantì il trasferimento delle somme".

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