Il giudice Francesca Vitale: "Siamo orientati a stilare un calendario per il primo giorno della settimana". La lettera del Cavaliere : "Voglio esserci". Per il processo legato alla giovane marocchina Ruby "disponibili anche il venerdì e il sabato"
ROMA - Tra Mills, Mediatrade, Medaiset e caso Ruby è un vero e proprio percorso a ostacoli quello che attende o magistrati a Milano. L'imputato è sempre il medesimo, Silvio Berlusconi. Che ha detto di volersi difendere nei processi che lo riguardano ma a condizione che venga rispettata la sua tabella di marcia. "Il collegio è orientato a stilare un calendario delle udienze per i giorni di lunedì", dice il giudice Francesca Vitale 1 che presiede il collegio del processo Mills, nel quale 2Berlusconi è accusato 3 di aver comprato due testimonianze. E' una apertura alla decisione del premier che ha dato la disponibilità del primo giorno della settimana per far svolgere le udienze dei processi che lo vedono coinvolto. Così come il lunedì si terranno le prossime udienze del procedimento Mediatrade e Mediaset.Sul fronte del processo Ruby (che inizierà il 6 aprile e che vede il premier accusato di concussione e prostituzione minorile), però, le cose vanno diversamente. Con la Procura che fa sapere che le udienze potranno tenersi anche il venerdì pomeriggio e il sabato. Questo perché, con la diffusione del calendario delle udienze del processo
per il caso Mills, resterebbero liberi da qui alla fine di luglio solo sei lunedì. Troppo poco il tempo a disposizione. Ed ecco materializzarsi il prevedibile ingorgo istituzionale con al centro il premier (che ha limitato la sua disponbilità ad un solo giorno), stretto tra i processi e gli impegni di governo.
Mills. Il Cavaliere oggi ha indirizzato una lettera ai giudici del processo Mills, nella quale motiva la sua assenza per un impegno istituzionale a Bruxelles. Attraverso i suoi legali, Piero Longo e Niccolò Ghedini, il capo del governo ha ribadito che è sua "ferma intenzione partecipare alle udienze", ma che, per quella di stamane, la sua presenza "non è necessaria visto che è in discussione soltanto il calendario". Il giudice ha stilato un calendario per le udienze per il 21 marzo, il 9, 16, 23 maggio, il 20 e 27 giugno, il 4, l'11 e il 18 luglio.
Premier in Aula? Occhi puntati sull'udienza del 21 marzo, dunque, che potrebbe vedere la presenza del premier. Almeno così ipotizza Ghiedini. Sempre il 21 accusa e difesa, insieme al Tribunale, faranno il punto su testi da sentire, nel Regno Unito e in Svizzera, per rogatoria. Preoccupato il pm, Fabio De Pasquale: "E' necessario, usando un termine giornalistico, capire quale sarà la roadmap di qui al 18 luglio (ndr, ultima data tra le nove fissate dal tribunale) per capire cosa succederà. Spero non si navighi a vista".
Prescrizione. Tra i 4 processi avere la corsia preferenziale a causa dei fortissimi rischi di prescrizione è quello Mills. Negli altri dibattimenti infatti la prescrizione è molto più lontana. Mediatrade è in udienza preliminare e vede i fatti contestati arrivare fino al 2009, Mediaset diritti tv scadrà alla fine dell'anno prossimo e la vicenda Ruby è appena nata.
Caso Ruby, Ghedini: "E' un trappolone". "Abbiamo presentato una istanza di procedere contro chiunque abbia commesso i fatti e abbiamo interesse a capire che è stato fatto e cosa se ne voleva fare". Ghedini, legale del premier, commenta così la notizia riportata ieri dal Fatto 4su due persone che avrebbero tentato di corrompere una funzionaria marocchina per far modificare l'atto di nascita di Ruby, la ragazza al centro del processo per concussione e prostituzione minorile, che vede imputato il premier. "Mi pare un trappolone - continua il legale - La possibilità che il certificato anagrafico venga modificato è demenziale". Dagli ambienti giudiazari arriva una prima replica. Che individua nella Procura di Roma la sede competente per avviare un possibile fascicolo. Secondo la procedura se il reato è stato commesso interamente all'estero occorre, per avviare un procedimento, che ci sia, appunto, una istanza della persona offesa. La competenza è comunque della Procura romana. "Noi comunque -dice uno degli inquirenti milanesi- non abbiamo preso nessuna iniziativa".
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