10 mar 2011

Ora la Russia chiude alla Libia «Bloccata vendita di armi»

NATO E UE VALUTANO I MARGINI DI MANOVRA PER UN INTERVENTO

Mosca ha annunciato che sospenderà tutti i contratti in vigore con Tripoli

(Reuters)
(Reuters)
MILANO - Due giorni di colloqui a Bruxelles sulla situazione libica. Nato e Unione Europea discutono da oggi degli strumenti utili a fronteggiare la crisi di Tripoli e le sue potenziali ripercussioni sull'occidente. Una maratona diplomatica nell'ambito della quale prende sempre più quota l'ipotesi di una missione per il pattugliamento delle acque davanti al Paese nordafricano, mentre la «no fly zone» è subordinata a una decisione delle Nazioni Unite. Per l'Italia saranno presenti il premier Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini. Da Cremlino, nel frattempo, arriva l'annuncio che la Russia proibirà completamente la vendita di armi alla Libia, sospendendo tutti i contratti in vigore con Tripoli. L'agenzia Itar-Tass online scrive che il presidente russo, Dmitri Medvedev, «ha firmato un decreto che prevede misure per rendere efficace la risoluzione 1970 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu del 26 febbraio 2011» e imponendo molte restrizioni sulla Libia. Da Berlino il ministero dell'Economia tedesco ha annunciato di aver congelato i conti bancari in Germania della Banca Centrale e dell'Authority per gli investimenti libici.

GHEDDAFI E I RIBELLI - E mentre gli emissari di Gheddafi sono al lavoro in Europa e al Cairo, in un'intervista al quotidiano tedesco Die Welt, il presidente del Consiglio nazionale dei ribelli libici costituitosi a Bengasi, l'ex ministro di Giustizia Mustafa Abdel Jalil, ha spiegato di essere favorevole alla «no fly zone» o a una misura simile, ma non alla presenza di soldati stranieri in Libia.

ZAWIYA - Nella notte, un migliaio di fedelissimi del leader libico Muammar Gheddafi ha festeggiato a Zawiya il «ritorno della città sotto il controllo dell'esercito» con una cerimonia organizzata in uno stadio di calcio cittadino, costellata dai fuochi di artificio. Lo hanno constatato i giornalisti stranieri condotti sul posto. «Sconfiggerli (gli insorti, ndr) non è stato difficile», ha assicurato alla stampa straniera un ufficiale dell'esercito: «Noi non abbiamo ucciso civili, tutto quello che si dice è falso. Sono loro che ammazzano le persone inermi». Sul prato del campo di calcio si è poi scatenata una vera e propria ressa quando i militari hanno cominciato a distribuire generi di prima necessità tra cui soprattutto farina e polpa di pomodoro, con la folla che ha letteralmente preso d'assalto i camion.

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