GHEDINI SU RUBY: «CORRUZIONE DELLA FUNZIONARIA IN MAROCCO? FORSE TRAPPOLONE»
Il processo in cui il premier è imputato per corruzione. La lettera: «Si proceda in mia assenza»
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| Niccolò Ghedini (Fotogramma) |
IL CALENDARIO - Il processo, nel quale il presidente del Consiglio è imputato per corruzione del legale inglese, è stato intanto rinviato al prossimo 21 marzo. Per quella data i lavori prevedono la deposizione dei consulenti del pm. È improbabile che Berlusconi sia in aula. «Dieci giorni sono pochi per organizzarsi», ha spiegato uno dei suoi legali, Niccolò Ghedini, «comunque vedremo...». Quello fissato dai giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano è un calendario di 9 udienze. Le date indicate sono quelle del 21 marzo, del 9, 16 e 23 maggio, del 20 e 27 giugno e del 4, 11 e 18 luglio.
«IL TEMPO È INESORABILE» - «Il tempo è inesorabile» ha detto il pm, Fabio De Pasquale, manifestando il timore che non si riescano a concludere i tre gradi di giudizio prima che l'accusa a carico del Cavaliere di corruzione giudiziaria si prescriva, nei primi mesi del 2012. Intervenendo all'udienza con cui si è riaperto il processo dopo lo stop per consentire alla Consulta di decidere sulla costituzionalità del legittimo impedimento (poi dichiarato parzialmente illegittimo), il rappresentante della pubblica accusa ha affermato: «È necessario, usando un termine giornalistico, capire quale sarà la roadmap di qui al 18 luglio (ndr, ultima data tra le nove fissate dal tribunale) per capire cosa succederà». De Pasquale ha espresso l'auspicio che «non si navighi a vista». Pronta la risposta del presidente del collegio, Francesca Vitale: «Speriamo che questo tribunale sia in grado di non navigare a vista».
RUBY - Per Ghedini «il pm ha una fretta frenetica». «Noi - ha anche specificato il legale del presidente del Consiglio - ci opporremo alle forzature». Ghedini è anche tornato sul caso Ruby e in particolare sulla vicenda del tentativo di corruzione della funzionaria dell'anagrafe marocchina affinchè modificasse il certificato di nascita della ragazza coinvolta nell'inchiesta. Per l'avvocato del premier potrebbe essere «un trappolone» o un fatto architettato «per vendere qualche cosa a qualcuno». Ghedini ha inoltre precisato che la denuncia presentata a Roma non riguarda «assolutamente» il quotidiano Il Fatto: «Non ho motivo di credere che i giornalisti abbiano fatto qualche cosa di illecito». Infine il legale ha sottolineato che «la possibilità che i certificati anagrafici marocchini vengano modificati è demenziale in quanto il sistema di registrazione è blindato».
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