Onde più alte di 10 metri hanno colpito l'arcipelago. Le centrali nucleari hanno prodotto incendi, quasi 1600 morti e oltre 600 i dispersi, secondo l'ultimo bilancio della polizia locale. IlGiappone è certamente abituato alle catastrofi naturali e le sue infrastrutture sono adatte alle situazioni difficili, ma la potenza del terremoto è stata enorme: il più importante da 140 anni nell'arcipelago secondo gli scienziati. Come spesso avviene, il Web ha fatto da cassa di risonanza dell'evento, trasmettendo informazioni in tempo quasi reale con link ed immagini in diretta.
Per la terza volta, dopo le inondazione della Nuova Zelanda e le manifestazioni in Egitto, Google ha ralizzato il suo Person Finder, uno strumento di ricerca di persone di cui non si hanno notizie. Il link ha iniziato a circolare fin da ieri mattina, per ricercare i dispersi o fornire informazioni sulle persone. Nella serata di ieri, Google ha esteso il suo servizio proponendo il progetto Crisis Response, che mette a disposizione Person Finder e risorse su una pagina unica Web.
Una breve presentazione dell'evento, numeri di emergenza ed alcuni link alle notizie e alle mappe del Giappone compongo la pagina. In un menù sulla colonna sinistra, invece, si trovano risorse più utili: bollettini di allarme ufficiali, informazioni sui principali operatori telefonici,la situazione dei treni e delle reti elettriche. Sottolineamo che Person Finder, in particolare, è spesso in sovraccarico ma le schede inserite sono al momento 48.500 e tendono ad aumentare di ora in ora.
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