Per 10 milioni di italiani si rischia la consegna delle lettere a giorni alterni. L'azienda ribatte: "Recapiti regolari, reclami dentro livelli fisiologici". I conti sono in ordine. Nel 2009, l'utile netto è stato pari a 904 milioni
C'è poco personale agli sportelli ed anche in giro, dopo il ridimensionamento seguito all'accordo siglato a luglio dai sindacati con Poste Italiane per allontanare seimila esuberi. Il risultato? Bollette e multe possono arrivare già scadute, con il destinatario che viene messo in mora.
A essere più a rischio sono i piccoli centri: il sindacato Slc Cgil denuncia una situazione che potrebbe penalizzare 10 milioni di utenti che riceveranno la posta (giornali compresi) un giorno sì e uno no, venendo trattati come cittadini di serie A o di serie B a secondo del domicilio. Una novità che potrebbe determinare, peraltro, oltre 4 mila nuovi esuberi, come spiega Barbara Apuzzo, segretaria del sindacato: "In un'ottica di riduzione dei costi, già oggi la posta viene consegnata dal lunedì al venerdì, mentre il sabato mattina è dedicato
alla consegna di posta urgente e ai servizi a pagamento. Peccato però che, non essendoci personale di supplenza, si sia arrivati a una "strutturazione" degli straordinari e al ricorso agli appalti, con un aumento enorme dei costi. Manca poi un'autorità indipendente che vigili sull'effettiva apertura del mercato a tutti. Per ora tale controllo è nella mani del governo, con non può essere imparziale", essendo proprietario delle Poste attraverso il Tesoro.
Anche l'Eurispes sottolinea un calo di gradimento dei servizi postali del 10% nell'ultimo anno: il 58,7% degli italiani li giudica qualitativamente scarsi. Eppure Poste, grazie a un decreto da poco approvato, continuerà ad avere il monopolio del cosiddetto "servizio universale" per i prossimi 5 anni; potrà contare su una corposa esenzione dell'Iva e soprattutto conservare il ben più remunerativo invio delle raccomandate di atti giudiziari, a partire dalle multe. Ma l'ex monopolista non si muove bene neanche su altri fronti, come fa notare il presidente di Federconsumatori Rosario Trafiletti, che lamenta un aumento dei costi della corrispondenza internazionale: "I rincari quest'anno sono arrivati al 100%. Peraltro, la nuova normativa europea rende obbligatoria l'etichetta che dichiari "contenuto di valore". Un vero invito a trafugarlo". Poste non fa bella figura neanche nel tam tam via Internet: basta fare un giro su Google, Facebook o e-Bay - digitando "don't ship Italy", non spedite in Italia - per avere un piccolo assaggio della diffidenza crescente intorno al servizio tricolore.
Ma a sentire Poste tutto è nella norma: "La copertura è assicurata al 115 % in tutte le zone" spiega Rosario Fava, responsabile dei servizi postali. "Il recapito è regolare, per 19 milioni di invii al giorno, e in termini di reclami la situazione è fisiologica. Abbiamo riorganizzato il servizio, articolando il recapito su 5 giorni e ampliandone l'erogazione, nei capoluoghi di provincia e nei Comuni con più di 30mila abitanti, fino alle 20 e il sabato mattina per le consegne urgenti e per servizi a pagamento".
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