17 gen 2011

Via la scorta a Sgarbi "Mi dimetto da sindaco"

Il critico d'arte non avrà più la protezione della guardia di finanza, così ha deciso la prefettura di Trapani. La risposta: "Trovo pericoloso dovere svolgere il mio ruolo di sindaco senza garanzie". Da qui l'annuncio delle dimissioni

 

La Prefettura di Trapani revoca la scorta a Vittorio Sgarbi e lui annuncia le dimissioni da sindaco di Salemi. "Non posso non rilevare - commenta il critico d'arte - l'assoluta mancanza di rispetto e di garanzia per il mio ruolo, nell'avermi così esposto all'azione di quanti possono colpirmi dopo le conclamate denunce contro gli speculatori, la mafia dell'eolico e i documentati scontri con gruppi, assai minacciosi, interessati a queste forme di speculazione". 

"Trovo pericoloso - prosegue Sgarbi - dovere svolgere il mio ruolo di sindaco a Salemi senza garanzie, che vengono invece facilmente assegnate a magistrati di cui spesso non si è apprezzata alcuna attività repressiva rispetto a comportamenti documentatamente criminosi e devastanti per il territorio: per questo annuncio le mie dimissioni".

La prefettura dieci giorni fa ha comunicato a Sgarbi la revoca della tutela che gli era stata assegnata nel 2009 e che era stata affidata alla guardia di finanza. "Evidentemente per la prefettura di Trapani - attacca Sgarbi - la presenza di un sindaco così esposto, popolarissimo, più volte minacciato, non rientra negli obiettivi da tutelare. La stessa istituzione del museo della mafia ha rappresentato una proposta altamente rischiosa, non diversamente, per esempio, dalle denunce giornalistiche e letterarie di Roberto Saviano a cui nessuno si sognerebbe di togliere la scorta. Evidentemente chi non rientra nelle logiche dell'antimafia di maniera, non merita di essere tutelato".

"Ogni giorno, da quando sono sindaco - conclude Sgarbi - ho ricevuto telefonate anonime e di minaccia. Con le mie dimissioni si potrà adesso nominare un commissario e a Salemi vi saranno tutte le garanzie per una vita ordinata e tranquilla. Io non intendo espormi oltre".

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