E IL GIORNALE DELLA CEI: «FERISCE E SCONVOLGE L'IMPLICAZIONE IN QUESTE STORIE»
Napolitano: «Si proceda alla verifica delle risultanze investigative». Bersani: «Si ritiri a vita privata»
MILANO - Adesso occorre fare chiarezza. E occorre farlo subito. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e al tempo stesso il mondo cattolico che si esprime attraverso il quotidiano dei vescovi, sono preoccupati per gli ultimi sviluppi del caso Ruby e per il coinvolgimento del presidente del Consiglio.
IL QUIRINALE - Il presidente della Repubblica segue con attenzione le nuove vicende giudiziarie che coinvolgono il premier. E in una nota ufficiale, che smentisce che sia avvenuta una telefonata tra Silvio Berlusconi e il Quirinale, si dice «ben consapevole del turbamento dell'opinione pubblica dinanzi alla contestazione di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d'indagine». La nota del Colle spiega poi che «senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal presidente del Consiglio, dal governo e dalle forze parlamentari», il presidente della Repubblica «auspica che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto ad una compiuta verifica delle risultanze investigative».
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| Il presidente della Cei Bagnasco (Ansa) |
LE PAROLE DI BAGNASCO - Tarquinio ricorda che «in questi anni questo giornale ha ripetutamente ricordato a tutti- premier in primo luogo - che per servire degnamente nella sfera pubblica bisogna sapersi dare, e tener cara, una misura di sobrietà e di rispetto per se stessi, per ogni altro e per il ruolo che si ricopre». In proposito, il direttore di Avvenire richiama le parole pronunciate a settembre dal cardinale Bagnasco: «In qualunque campo, quando si ricoprono incarichi di visibilità, il contegno è indivisibile dal ruolo». Quanto all'inchiesta, il giornale dei vescovi chiede che si concluda presto. «A noi italiani, a tutti noi, comunque la pensiamo e comunque votiamo, è dovuto almeno questo: un'uscita rapida da questo irrespirabile polverone. E ognuno deve fare per intero la propria parte perché questo avvenga con tutta l'indispensabile pulizia agli occhi dell'Italia e del mondo».
«CHIARISCA O SI DIMETTA» - Il mondo della politica continua intanto a tenere desta l'attenzione. Il segretario del Partito democratico,Pier Luigi Bersani, torna a chiedere - con sarcasmo - a Berlusconi di fare un passo indietro: «Il mondo ci guarda, e visto che ce l'ha così intensa, Berlusconi si ritiri a vita privata». Un invito a chiarire, accompagnato però dalla richiesta di atti conseguenti qualora i chiarimenti non ci fossero, ovvero le dimissioni, arriva anche da Carmelo Briguglio, uno dei fedelissimi finiani: «Non si può buttare tutto a complotto o macchinazione dei magistrati - ha detto ai microfoni de La7 -. È una situazione che investe il presidente del Consiglio e l'immagine del nostro Paese nel mondo. Non si può chiedere al presidente del Consiglio che si dimetta ma che il premier di fronte a queste accuse dia spiegazioni al Paese e al mondo. Che dia spiegazioni pubbliche e che vada dai magistrati a difendersi». «Qualora non dovesse dare spiegazioni dovrebbe dimettersi», ha aggiunto. «È possibile immaginare che questa cosa capiti ad altri capi di Stato stranieri?», si è chiesto Briguglio. «Possibile immaginare che succeda a Cameron, a Sarkozy, alla Merkel senza che da parte della pubblica opinione ci sia la richiesta di un chiarimento e di dimissioni?»
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