l delitto di Avetrana
Lettera alla figlia per Natale, Misseri cambia ancora versione. "Mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo. Per non mettere altri innocenti in mezzo ho dovuto fare la falsa". I pm e i legali della famiglia Scazzi: conta solo cosa ha detto nell´incidente probatorio
AVETRANA - «Cara Sabrina sono io che scrivo, papà, perdonami se ti ho dato la colpa, ma io non volevo, sono stato costretto a fare la falsa perché io mi sono sentito ricattato: lo so che sei innocente, tutte le sere faccio la preghierina per te e per Sarah». La grafia è quella incerta di Michele Misseri. Il destinatario è sua figlia Sabrina. Un nuovo colpo di scena potrebbe abbattersi sul giallo di Avetrana: ieri i legali di Sabrina – il professor Franco Coppi e gli avvocati Emilia Velletri e Vito Russo – hanno depositato una lettera di due pagine inviata da Misseri alla figlia alla vigilia di Natale con la quale le chiede scusa per averla accusata ingiustamente dell´omicidio della cugina Sarah Scazzi.
LA LETTERA Il testo: "Costretto a incolparti"
«Toccherà ora ai magistrati valutarla» ha spiegato il professor Coppi che ieri ha incontrato Misseri in carcere. L´uomo, così come annunciato, si è rifiutato di rispondere alle domande degli avvocati della figlia ma ha confermato che le due lettere (oltre quella a Sabrina è stata prodotta una di tenore simile inviata all´altra figlia Valentina) erano state scritte di suo pugno.
FOTO Avvocati contro, in carcere da Misseri
Le parole che Misseri usa nella lettera, seppur in un italiano stentato, non lasciano spazio ai dubbi. «Stavano scrivendo la verità – si giustifica l´uomo con la figlia - però mi hanno detto che se non faccio quella confessione dovevano arrestare la mamma e zio Carmelo. Per non mettere altri innocenti in mezzo ho dovuto fare la falsa. So che è difficile chiederti perdono, io so che sei innocente, io tutte le sere dico la preghierina per te e per Sarah e io per te e per Sarah ho due pesi sopra lo stomaco che sono così pesanti che non ci riesco più a sopportarli. Spero che finisca tutto in fretta. Ho richiesto ai giudici e ai miei avvocati che a gennaio mi interroghino per l´ultima volta (..) Sabrina ti chiedo un favore, se vuoi fare colloquio con papà devi fare una domandina e anche io faccio una domandina, così ci fanno fare un colloquio».
La procura per il momento non commenta ufficialmente. Ma i magistrati non sembrano molto turbati dalla mossa difensiva dei legali di Sabrina: sanno che Misseri ha una personalità debole, e leggono la lettera come una maniera per discolparsi agli occhi della figlia. «La verità di Michele, riconosciuta sia dal gip sia dal Riesame, è quella dell´incidente probatorio» ripetono gli investigatori. «Ci sono una serie di elementi pratici che lo dimostrano». Sulla stessa linea anche gli avvocati della famiglia Scazzi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile.
In ogni caso ora la procura dovrà valutare i nuovi elementi, in attesa che sia la corte d´Appello sia la Cassazione si pronuncino sull´istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati di Sabrina. Intanto però l´indagine non si ferma: i carabinieri stanno finendo di ascoltare milioni di intercettazioni ambientali e telefoniche. Due le zone d´ombra: l´esistenza di un terzo uomo che potrebbe aver aiutato Michele nell´occultamento del cadavere. E la solidità del movente e in particolare gli spostamenti di Ivano Russo (il ragazzo conteso tra Sarah e Sabrina) il 26 agosto, il giorno dell´omicidio di Sarah. Intanto il fratello di Michele, Carmine, ha parlato dell´esistenza di un telefonino di Sabrina, usato anche da Sarah, che Cosima conserva. I carabinieri lo stanno cercando, ma gli investigatori credono poco a questa pista.
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