IL GRUPPO CONTROLLATO DA BENETTON GUIDERÀ UN CONSORZIO INTERNAZIONALE
Si sarebbe assicurata la gestione della riscossione dell'ecotassa sui veicoli pesanti che transitano Oltralpe
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| Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade (Eidon) |
LA GARA – Il consorzio – secondo quanto riporta La Tribune – avrebbe preceduto due competitors di tutto rispetto: la concessionaria autostradale Sanef – controllata dalla spagnola Abertis – in consorzio con Siemens e Atos, casa madre in Francia e terzo gruppo europeo per fatturato nel campo It. E il cartello guidato dal costruttore Bouygues, con Orange e l'austriaca Kaptsch, specializzata nei sistemi di check-in in porti e aeroporti.
ASSET STRATEGICO – Per i francesi la riscossione del tributo di carattere ambientale – in accordo con la normativa Ue di riferimento – è una questione strategica per il Paese. Perché si tratta di un montante da quasi 15 miliardi di euro (a partire dal 2012, ndr) in un arco temporale di dodici anni. E la gara ad evidenza pubblica ha tenuto conto della qualità tecnica del progetto, della credibilità nel rispetto della tempistica del servizio, nella robustezza dei finanziamenti ottenuti. Certo lo sciovinismo francese avrebbe così subito un duro colpo: a dicembre una fonte anonima, interpellata dallo stesso quotidiano «La Tribune», aveva detto che «la scelta di Autostrade sarebbe stata considerata come una provocazione, tale da dover essere rigettata». E aggiungeva: «Così Autostrade avrebbe la capacità di ottenere informazioni strategiche su tutti i suoi concorrenti». Le considerazioni di carattere strategico, sembra, non abbiano prevalso rispetto all'efficacia delle proposte messe in campo dal consorzio guidato da Autostrade per l'Italia.
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