19 gen 2011

Francia, Autostrade per l'Italia vince un contratto da 2 miliardi d'euro

IL GRUPPO CONTROLLATO DA BENETTON GUIDERÀ UN CONSORZIO INTERNAZIONALE

Si sarebbe assicurata la gestione della riscossione dell'ecotassa sui veicoli pesanti che transitano Oltralpe

Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade (Eidon)
Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade (Eidon)
MILANO - Le indiscrezioni che arrivano da Oltralpe certificano che il contratto è firmato. Sulle colonne del quotidiano transalpino «La Tribune» campeggiano i termini dell'accordo. E l'ordine di graduatoria di chi ha partecipato alla mega-commessa pubblica che per l'erario francese comporterà introiti pari a 1,2 miliardi di euro all'anno fino al 2024. E Autostrade per l'Italia – gruppo controllato al 100% dalla holding Atlantia, galassia di riferimento della famiglia Benetton – può festeggiare l'esito della gara che la vedeva tra i partecipanti alla guida di un consorzio multinazionale di imprese. In partnership con Sncf – società transalpina a capitale pubblico attiva nel trasporto ferroviario di merci e passeggeri – Thales, leader nel campo dell'elettronica e dell'Information Technology, la britannica Steria e la francese Sfr, una delle principali mobile company del Paese, controllata dal gruppo Vivendi (detiene il 56% delle quote) e compartecipata da Vodafone (per il restante 44%).

LA GARA – Il consorzio – secondo quanto riporta La Tribune – avrebbe preceduto due competitors di tutto rispetto: la concessionaria autostradale Sanef – controllata dalla spagnola Abertis – in consorzio con Siemens e Atos, casa madre in Francia e terzo gruppo europeo per fatturato nel campo It. E il cartello guidato dal costruttore Bouygues, con Orange e l'austriaca Kaptsch, specializzata nei sistemi di check-in in porti e aeroporti.

ASSET STRATEGICO – Per i francesi la riscossione del tributo di carattere ambientale – in accordo con la normativa Ue di riferimento – è una questione strategica per il Paese. Perché si tratta di un montante da quasi 15 miliardi di euro (a partire dal 2012, ndr) in un arco temporale di dodici anni. E la gara ad evidenza pubblica ha tenuto conto della qualità tecnica del progetto, della credibilità nel rispetto della tempistica del servizio, nella robustezza dei finanziamenti ottenuti. Certo lo sciovinismo francese avrebbe così subito un duro colpo: a dicembre una fonte anonima, interpellata dallo stesso quotidiano «La Tribune», aveva detto che «la scelta di Autostrade sarebbe stata considerata come una provocazione, tale da dover essere rigettata». E aggiungeva: «Così Autostrade avrebbe la capacità di ottenere informazioni strategiche su tutti i suoi concorrenti». Le considerazioni di carattere strategico, sembra, non abbiano prevalso rispetto all'efficacia delle proposte messe in campo dal consorzio guidato da Autostrade per l'Italia.

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