Promesso intervento del governo per evitare la chiusura del centro di Miramare, unico del genere in Europa
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| Un paio di esemplari di colibrì ospiti nel Centro di Trieste (Ansa) |
LA TELEFONATA DEL PREMIER - Il premier, secondo quanto riferisce Adnkronos, avrebbe telefonato al direttore del Centro colibrì di Trieste, Stefano Rimoli, assieme a Vittorio Sgarbi. E gli avrebbe garantito un intervento a sostegno dell'istituto. «Il Centro colibrì è una benemerita istituzione della Repubblica, espressione dello Stato che opera su mandato del governo Italiano - avrebbe detto Berlusconi -. E' l'unica Istituzione al mondo ad occuparsi di questi animali così importanti per l'impollinazione dell'Amazzonia, è un prestigio per l'Italia e rimarrà nel Parco di Miramare». «Inoltre - avrebbe aggiunto il premier - non si può pensare di trasferire i colibrì, è da pazzi solo immaginarlo, perchè ne morirebbero metà. Lo Stato fará immediatamente una Convenzione con il Centro senza spostare nemmeno temporaneamente i colibrì. Me ne occuperò personalmente».
Piccole meraviglie della natura
DONO DIPLOMATICO - A portare la questione all'attenzione di Berlusconi è stato Sgarbi. «Berlusconi si è dimostrato molto sensibile all'argomento - ha detto il critico d'arte -, affermando di conoscere bene questi uccelli avendone diversi nella sua villa di Antigua dove li sente cantare ogni mattina». Soddisfatto il direttore del Centro: «Mi sono messo nelle mani del prof. Sgarbi - ha detto Rimoli - che ha subito preso a cuore il caso. Da mesi affermo che il Centro colibrì è un'espressione del governo Italiano, che opera in nome e per conto dello Stato e che questi colibrì sono un dono diplomatico di proprietà del governo». I volatili vennero infatti regalati all'Italia dal governo del Perù nel 2005 ed erano stati trasferiti a Trieste con l'obiettivo di farli riprodurre e di individuare protocolli di allevamento da utilizzare poi in riserve naturali nel Sud America. Ma fin dall'inizio i vari governi che si sono succeduti non hanno prestato grande attenzione al lavoro del Centro di Miramare. Le tante denunce sul web e a mezzo stampa e tv (anche le Iene se ne occuparono) non hanno sortito a molto.
LA HACK: «BACERO' IL CAVALIERE» - Ora la promessa di Berlusconi riaccende qualche speranza. Plaude all'intervento del premier anche l'astrofisica Margherita Hack, una delle personalità che negli anni hanno messo il proprio volto a sostegno della nobile causa- «Sono sempre stata critica nei confronti del presidente Berlusconi - ha detto l'astrofisica, secondo quanto riferito da Rimoli -, ma questa volta appena vedrò Berlusconi lo abbraccerò e lo bacerò. Gli sono veramente in debito, gli animalisti gli sono in debito, l'Italia tutta gli è in debito». Mentre il prof. Giacomo Rossi, consulente scientifico del Wwf Italia e docente dell'universitá di Camerino, e il prof. Piero Susmel dell'universitá di Udine hanno dichiarato: «Da mesi dicevamo che trasferire degli animali così delicati e territoriali come i colibrì e per di più in riproduzione significava condannarli a morte certa. Inoltre l'istituzione scientifica Centro colibrì di Trieste è l'unico ente in Europa ad avere le strutture in grado di garantire il benessere dei colibrì»
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