CASO RUBY - PER L'ANSA SAREBBE EMERSO L'ORIENTAMENTO A DECLINARE L'INVITO A COMPARIRE
Ancora incerta la sua presenza di fronte ai Pm. C'è anche l'ipotesi che venga eccepito un legittimo impedimento
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| Silvio Berlusconi |
«NON È UN PAESE LIBERO» - «Non si può andare avanti così - ha proseguito il premier -. Non è un Paese libero quando alcuni magistrati conducono battaglie politiche contro chi ha cariche pubbliche». Poi attacca «una casta di privilegiati» che, a suo dire, «può commettere ogni abuso». Il capo del governo si riferisce al "caso Ruby". «Occorre fare immediatamente le riforme, tra cui quella della giustizia», insiste. «È inaccettabile - aggiunge - che si facciano perquisizione a persone nelle loro case alle 7 di mattina. Non si possono trattare persone alla stregua di malfattori, impiegando più di cento uomini, un impiego di forze che - osserva il Cavaliere - è degno di una retata contro la mafia» dice il presidente del Consiglio che ha anche aggiunto di avere un rapporto stabile con una donna dopo aver terminato il matrimonio con Veronica Lario.
«GLI AMICI FEDE, MORA E MINETTI» - «Emilio Fede - spiega il premier - è un amico carissimo da sempre. Lele Mora lo conosco da molti anni per il suo eccellente lavoro a Mediaset. L'ho aiutato in un momento di grande difficoltà economica e di salute e sono orgoglioso di averlo fatto. So che , quando potrà , mi restituirá quanto gli ho prestato». Nicole Minetti, prosegue il presidente del Consiglio, «è una giovane donna brava e preparata che sta pagando ingiustamente il suo volersi impegnare in politica».
«INACCETTABILE SCHEDATURA DEI MIEI OSPITI» - «Alcuni noti pm della Procura di Milano - ha proseguito Berlusconi nel videomessaggio - hanno effettuato una gravissima intromissione nella mia vita privata, effettuando un'inaccettabile schedatura dei miei ospiti nella casa di Arcore, con l'individuazione di tutti i loro numeri telefonici, hanno messo sotto controllo per diversi mesi i loro telefoni, hanno adottato un atteggiamento discriminatorio e umiliante nei confronti di persone che non hanno alcuna responsabilità se non quella di essere state mie ospiti e di portarmi amicizia e affetto», sottolinea Berlusconi.
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| Gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo (Ansa) |
DUBBI SULLA PRESENZA DAI PM - «Leggiamo su alcune agenzie di stampa illazioni prive di ogni fondamento. Nessuna decisione è stata ancora presa in merito all'invito a comparire rivolto al presidente del Consiglio». È quanto scrivono in una nota Piero Longo e Niccolò Ghedini, legali del premier. In precedenza l'Ansa aveva diffuso la notizia che Silvio Berlusconi non sarebbe presentato davanti ai pm di Milano che gli hanno recapitato un invito a comparire per il prossimo fine settimana accusandolo di concussione e prostituzione minorile per il caso Ruby. Per l'Ansa sarebbe questo l'orientamento che sta maturando tra i legali del premier dopo l'incontro ad Arcore di sabato pomeriggio con il premier anche se venerdì scorso in un altro audiomessaggio ai promotori della libertà Berlusconi aveva dichiarato: «Non vedo l'ora di difendermi in tribunale da accuse tanto assurde».
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