13 set 2010

Catturato il boss Villarreal, detto "El Grande", lo ha venduto "La Barbie"

Sulla sua testa una taglia da 2 milioni di dollari. Nel suo ranch hanno soggiornato Penelope Cruz e Salma Hayek.

Sergio Villarreal, detto
Sergio Villarreal, detto "El Grande"
WASHINGTON
 – Sergio Villarreal, alias "El Grande", importante boss del cartello Leyva, è stato catturato dai militari a Puebla (Messico). Ricercato da anni, le autorità avevano messo sulla sua testa una taglia di 2 milioni di dollari: è possibile che a tradirlo sia stato un suo nemico acerrimo, il padrino Egdar Valdez "La Barbie", finito in prigione pochi giorni fa. Ex agente comunale, Villarreal è cresciuto all'interno del potente Cartello di Sinaloa e si è poi schierato con gli scissionisti guidati dai fratelli Beltran Leyva. Ricchissimo, responsabile di numerosi omicidi, il suo nome è stato accostato a quello di Penelope Cruz e Salma Hayek. Nel 2004 le due attrici impegnate a girare un film in Messico hanno soggiornato in un ranch-villa di Durango. Si è poi scoperto che la residenza apparteneva a "El Grande". Penelope Cruz e Salma Hayek hanno negato di sapere chi fosse il proprietario ed hanno attribuito la responsabilità della scelta alla "produzione" che aveva affittato il ranch.

28MILA MORTI IN 5 ANNI - Da due anni, la banda dei Beltran Leyva è in difficoltà. Prima è caduto nella rete delle autorità Alfredo Leyva (2008), poi è stato ucciso Arturo ed è stato catturato Carlos. Una serie di rovesci che hanno portato ad una spaccatura dell'organizzazione. Da una parte Hector Beltran Leyva e Villarreal, dall'altra "La Barbie". I due schieramenti si sono affrontati in modo spietato – causando decine di vittime - ed hanno finito per favorire l'azione dell'esercito messicano. Così i soldati hanno sorpreso "La Barbie", un arresto sul quale, però, sono nate molte ipotesi. Fonti statunitensi non escludono che "La Barbie" – così chiamato sin dai giorni della scuola per i suoi capelli chiari – si sia consegnato. Anzi, alcuni esperti hanno persino ipotizzato che il boss abbia collaborato con le autorità – messicane e americane – "vendendo" molti dei suoi rivali. E, alla fine, temendo per la sua vita avrebbe deciso di costituirsi: il piano di "La Barbie", che è cittadino Usa, è di farsi estradare in America. Gli arresti di alcuni padrini e l'uccisione, alla fine di luglio, di Nacho Coronel, numero tre di Sinaloa, rappresentano un po' d'ossigeno per il governo, chiamato a fronteggiare la sfida dei cartelli della droga. Armati meglio dell'esercito, padroni di intere regioni ai confini con gli Usa, con disponibilità finanziarie enormi, i narcos sembrano invincibili. Attaccano le forze dell'ordine – anche con tecniche terroristiche – e si danno battaglia senza quartiere: dal 2006 hanno perso la vita 28 mila persone.

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