10 ago 2010

Skype si quota, sbarco a Wall street

Skype si prepara a un'offerta pubblica di acquisto da 100 milioni di dollari: ha appena presentato una domanda di quotazione alla Security and Exchange Commission negli Stati Uniti (l'equivalente della nostra Consob). Nei primi sei mesi dell'anno la società di telefonia online ha raggiunto un fatturato di 410 milioni di dollari. E gli iscritti sono aumentati fino a 560 milioni, superando perfino un colosso globale come Facebook che di recente ha annunciato di collegare mezzo miliardo di persone con il suo social network. Ma soltanto un quinto degli utenti dell'operatore low cost accede ogni mese al servizio per chiamare utilizzando microfono e webcam dei computer. Il software voip perfezionato da Skype permette di chiamare utenti registrati senza costi: la principale fonte di guadagno è il servizio SkypeOut per contattare cellulari e numeri fissi nel mondo. Gli iscritti a pagamento sono 8,1 milioni, una frazione del pubblico complessivo, ma sufficiente per generare un utile netto pari a 13 milioni. In un anno, tra conversazioni e videochiamate, sono transitati 95 miliardi di minuti. L'operazione di Ipo è gestita dal gotha delle banche d'affari di Wall Street: Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley.
A fondare Skype sette anni fa sono stati due imprenditori del web, Niklas Zennström e Janus Friis, già noti per aver lanciato un software di condivisione della musica, Kazaa. Nel 2005 il gigante delle aste online eBay punta sull'integrazione con la società di telefonia attraverso internet, all'interno di un progetto in grado di unire le aste sul web, telefonia online e il sistema di pagamento Paypal (il vero cuore economico di eBay). Paga 2,6 milioni di dollari per acquistare Skype. Sulla carta sembra una scelta decisiva per l'evoluzione del suo giro d'affari. Ma il matrimonio non funziona: a incrinare il rapporto sono soprattutto le divergenze tra i management delle due società. L'estate scorsa eBay annuncia la ricerca di un acquirente: a comprare il 65% di Skype è stato un gruppo di investitori che include, tra gli altri, i fondi di venture capital Andreessen Horovitz e Silver Lake Partners. Partecipano anche i fondatori Janus e Friis con la loro azienda, Joltid, che ha ceduto a Skype i diritti per l'utilizzo della tecnologia peer to peer. 
Alla Sec, però, è arrivata di recente un'altra richiesta di Ipo che riguarda una piattaforma software in grado di connettere il pubblico online: è Demand Media, acquistata da Yahoo!. La sua area di interesse è la generazione di contenuti attraverso il web: ha costruito un network di 10mila collaboratori. Ha puntato sulla cooperazione in tempo reale attraverso il web: i suoi reporter inviano recensioni, articoli, brevi voci enciclopediche, istruzioni per il fai-da-te; i testi vengono distribuiti attraverso una rete di partner. Nel 2009 il suo fatturato è stato di 198 milioni, alimentato soprattutto dalle inserzioni pubblicitarie online: un quinto dei suoi ricavi sono generati attraverso il traffico portato da Google con il suo motore di ricerca. Demand Media punta a ottenere 125 milioni di dollari con l'offerta pubblica di acquisto appena presentata alla Sec. La quotazione di Facebook, invece, è prevista per il 2012, secondo le indiscrezioni sui progetti del fondatore Mark Zuckerberg: le ultime stime valutano il social network 24,9 miliardi di dollari.

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