Divisioni nel Pdl, Berlusconi minimizza: «Sono solo piccole incomprensioni»
Durante l'ntervento in un'università privata attacca Di Pietro e la Bindi: «Qui belle ragazze, non certo come lei»
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| Berlusconi con il sindaco di Novedrate, Maurizio Barni e il consigliere regionale del Pdl, Gianluca Rinaldin (Ansa) |
LA BINDI E LA BELLEZZA - Nel corso del faccia a faccia con gli studenti, che erano stati invitati via mail, Berlusconi ha fatto battute pesanti su Antonio Di Pietro e sulla presidente del Pd, Rosy Bindi. «Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello - avrebbe detto il premier secondo quanto riferito da alcuni partecipanti alle agenzie di stampa -. Ecco invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi». E sull'ex pm: «Quando studiavo io, lo sapeva tutto il condominio e tutti stavano attenti a non fare rumore per permettermi di studiare per poi festeggiare una volta superati gli esami. Non si capisce invece perché nel paese di Di Pietro nessuno sapesse della sua laurea».
«LO QUERELO, NON SI TIRI INDIETRO» - La risposta di Antonio Di Pietro non si è fatta attendere: «Berlusconi, invece di continuare a offendere la mia storia personale, rinunci ad avvalersi dell'insindacabilità prevista dall'articolo 68 della Costituzione, così vedremo davanti ai giudici chi ci capisce di più non solo di italiano ma anche di diritto». «Le sue dichiarazioni - aggiunge il leader dell'IdV - già più volte sono state ritenute diffamatorie dai giudici ma Berlusconi ha sempre approfittato dell'articolo 68 della Costituzione. Anche per queste sue ultime affermazioni lo querelerò augurandomi che si decida ad affrontarmi a viso aperto in un' Aula di Tribunale».
BINDI: «VOLGARITA' RIPETITIVE» - «Faccio i miei complimenti alle studentesse per il conseguimento della laurea - ha invece commentato Rosy Bindi replicando alle notizie diramate dalle agenzie -. Su quello che ha detto il presidente del Consiglio mi limito con tristezza a prendere atto che tra i tanti segnali della fine dell'impero c'è anche questa ormai logora ripetitività delle sue volgarità».
«FOLLIA CON METODO» - Decisamente negativo il commento dell'ex ministro dell'Università del governo Prodi, Fabio Mussi: «Da una parte Gelmini e Tremonti affamano la ricerca e l'università pubblica italiana, che, tra gli applausi di schiere di sciocchi laudatores, i quali peraltro sicuramente in futuro non si prenderanno alcuna responsabilità del disastro, saranno ridotte al grado zero della qualità e del merito. Dall'altra Berlusconi va in festosa visita all'universita telematica privata del Cepu. Sono ambedue scene tratte dal suicidio di una nazione moderna. Ma devo riconoscere che c'è del metodo in questa follia».
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