29 mag 2014

Musica in streaming, Apple compra Beats per 3 miliardi di dollari

Adesso è ufficiale: Apple ha acquistato Beats Electronics per 3
miliardi di dollari, 2,6 miliardi in contanti e 400 milioni in azioni.
Con una mossa un po' a sorpresa Cupertino ha confermato
l'acquisizione, già trapelata a metà maggio , a pochi giorni dalla
conferenza per gli sviluppatori WWDC che comincia martedì prossimo. A
questo punto è lecito aspettarsi una particolare attenzione al settore
musicale dal palco di San Francisco: il marchio Beats è impresso nelle
cuffie colorate e, soprattutto, sul servizio di musica in streaming
Beats Music, lanciato solo negli Stati Uniti a inizio anno. E
continuerà a esistere anche dopo l'ingresso nel quartier generale di
Tim Cook. L'intesa prevede anche l'entrata in Apple dei due
co-fondatori della società nata nel 2006, il produttore discografico
Jimmy Iovine e il rapper Dr. Dre che faranno parte della squadra di
software e servizi diretta da Eddy Cue. Le cuffie e gli altoparlanti,
che già vengono venduti negli scaffali degli Apple Store, passeranno
sotto il controllo di Philip Schiller. «Siamo convinti che questi due
ragazzi abbiano un talento molto raro. Amiamo il servizio su
abbonamento che hanno costruito, siamo convinti che sia il primo
veramente funzionante», ha dichiarato in un'intervista
l'amministratore delegato di Apple e successore di Steve Jobs, facendo
capire una volta per tutte quale sia l'aspetto che lo ha portato a
mettere mano al portafoglio per una cifra tanto consistente.

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Apple compra l'universo di Beats

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Cavalcare l'onda

La casa della Mela ha deciso per la prima volta di comprare un
prodotto fatto e finito perché ha bisogno di tornare a dettare legge
nel campo della musica digitale, da cui è partito il successo
dell'ultimo decennio con il binomio iPod e iTunes. Oggi il modello di
Spotify e Deezer, che come Beats offrono accesso illimitato a
cataloghi di milioni di brani su abbonamento, ha messo in crisi il
download classico. Come riporta il Wall Street Journal, lo scorso anno
le vendite di canzoni online hanno perso il 6% negli Stati Uniti.
Secondo Ndp, sempre negli Usa, il 52% dei possessori di smartphone ha
utilizzato un'applicazione per lo streaming musicale. A cavalcare
l'onda gli svedesi di Spotify, che hanno ottenuto la preferenza di 10
milioni di iscritti paganti. Un'indicazione troppo chiara per essere
ignorata.

Un mercato giovane

Beats Music si distingue nel panorama dello streaming per una
particolare attenzione alla selezione dei brani, che non viene
delegata solo agli algoritmi ma viene affidata anche a dei curatori, e
per il potere di un marchio particolarmente gradito dall'utenza più
giovane. Ed è questo il motivo per cui Apple ha deciso di non mettere
nel cassetto l'iconica "b": una prima volta tanto importante quanto la
cifra spesa. «La musica è una parte così importante della vita di
tutti noi e, in Apple, occupa un posto speciale. Ecco perché abbiamo
continuato ad investire nella musica e stiamo portando insieme questi
team straordinari in modo che possiamo continuare a creare i prodotti
e i servizi musicali più innovativi al mondo», ha affermato Cook
nell'annunciare la novità.

La svolta

«L'ingresso di Beats renderà la nostra offerta musicale ancora
migliore, dallo streaming gratuito con iTunes Radio a un servizio di
abbonamento di classe mondiale in Beats, e, naturalmente, l'acquisto
di musica da iTunes Store così come i clienti hanno amato fare per
anni», ha aggiunto Cue. Una strategia in cui i tre modelli sembrano
destinati a continuare a viaggiare parallelamente. Proprio iTunes
Radio dovrebbe essere fra l'altro protagonista di un annuncio durante
la WWDC: si parla di un'applicazione a se stante all'interno di iOs 8.
E si tratterà solo dell'antipasto della nuova colonna sonora con cui
Apple vuole scrivere le prossime pagine della sua storia.

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