02 ott 2013

Esplora il significato del termine: «Niente fiducia a Letta». Anzi, no, votiamo sì Il dietrofront del Cavaliere che spiazza anche i suoi: smentite in pochi minuti le dichiarazioni alle agenzie«Niente fiducia a Letta». Anzi, no, votiamo sì Il dietrofront del Cavaliere che spiazza anche i suoi: smentite in pochi minuti le dichiarazioni alle agenzie

Berlusconi non sfiducia il governo Letta ma sfiducia di fatto i suoi .
La decisione, in extremis, di votare la fiducia all'esectivo è stata
presa dal leader dopo che tutto lo stato maggiore del Pdl aveva già
affidato alle agenzie o ai commenti in aula dichiarazioni con toni di
guerra e di resistenza. Un cambio di rotta deciso nello spazio di meno
di due ore. Erano infatti le 11.57 quando l'agenzia Ansa batteva
questo lancio: «Silvio Berlusconi insieme con il gruppo del Pdl ha
confermato la decisione di votare no alla fiducia decidendo di restare
in Aula: "Se uscissimo fuori sarebbe un gesto ambiguo e gli elettori
non lo capirebbero"». Alle 13,38 lo stesso Berlusconi, prendendo la
parola, annuncia il dietrofront: «Abbiamo deciso, non senza un interno
travaglio, per il voto di fiducia». Ma ecco, attraverso le parole
pronunciate dai pidiellini, cosa era successo in mezzo:

«C'erano almeno una sessantina di parlamentari in riunione.La
stragrande maggioranza era per la sfiducia al governo Letta e alcuni
invece erano per uscire dall'Aula, il presidente Berlusconi ha
ascoltato tutti gli interventi e abbiamo assunto collegialmente la
decisione di non dare il sostegno all'esecutivo. Ci tengo a
sottolineare che nessun parlamentare presente è intervenuto per
promuovere la fiducia» (Mariastella Gelmini)

«Dopo tutte le ragioni già emerse nei giorni passati, mi pare
sacrosanta la decisione del gruppo Pdl al Senato di votare no e quindi
la sfiducia al governo Letta »(Daniele Capezzone)

«Voi fallirete, darete vita a un governicchio che ha ottenuto solo lo
scopo di spaccare il Pdl. Io non assisterò allo spettacolo
dell'umiliazione del Pdl, di Berlusconi, del Paese». (Sandro Bondi)

«Non voterò la fiducia al governo Letta. Voterò la sfiducia, così come
indicato da Silvio Berlusconi ». (Giovanni Mauro)

Il vecchio alleato del Cavaliere, Umberto Bossi, aveva provato a
spiegare a modo suo quello che stava succedendo nei palazzi romani:
«Sapevo che Berlusconi era quasi impossibile da battere, a parte
qualche caos nel suo partito, i democristiani quando te li tiri dentro
prima o dopo escono, i democristiani sono pericolosi».

Poi, dopo il dietrofront e lo stravolgimento di scenario e
prospettive, il tempo delle sintesi:

«Berlusconi si confonde tra i due Letta e dice si' a Enrico. Io sono
per l'uscita dell'Italia dalla neuro». (Francesco Storace).

«Forse molti non hanno stima di questo governo ma esiste l'horror
vacui, la paura del vuoto, del non-governo e la preoccupazione è forte
non solo a livello internazionale ma a tutti i livelli». (Maurizio
Gasparri)

«La leadership di Berlusconi ne esce rafforzata. Lui lavora non dico
in autonomia, ma in solitudine e alla fine è capace di fare la sintesi
giusta» (Renato Schifani)

«Nella vita esistono decisioni che si fanno con la pancia e decisioni
che si fanno con la testa. Berlusconi oggi ha scelto con la testa per
il bene del Paese e con il cuore per l'unità del nostro partito»
(Nunzia Di Girolamo).

«Abbiamo due partiti, due leader nel giro di un'ora. La nostra fede
nel bipolarismo più che un presupposto politico è oramai una
diagnosi». (Gianfranco Rotondi)

«Alfano ha dimostrato di avere il quid e Berlusconi di essere la
figura carismatica». (Maurizio Sacconi)

«Silvio Berlusconi resta il punto di riferimento, ma ci sono due
classi dirigenti incompatibili». (Gaetano Quagliariello)

«Berlusconi vince sempre». (Roberto Formigoni)

«La mia non è stata una marcia indietro» (Silvio Berlusconi)

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