09 apr 2013

«Mr Genius Bar» cacciato da JCPenney

LA PARABOLA DEL «GENIO» DI CUPERTINO

Ron Johnson era la mente dietro agli Apple Store. Ma in un anno e mezzo ha affossato il colosso dell'abbigliamento

MILANO - Era la star della Silicon Valley. A Cupertino lo consideravano una sorta di genio. A lui si ascrive il caso di successo più rapido della storia della vendita al dettaglio. Ron Johnson, 54 anni, è infatti la mente dietro agli Apple Store. Il manager aveva abbandonato la Mela morsicata due anni fa per cimentarsi in una nuova avventura: rinvigorire la storica catena americana di negozi JCPenney. Johnson, però, ha fallito su tutta la linea ed è stato cacciato. 

GENIO IN CRISI - Da Re Mida a genio in crisi, soprannominato «Mr. Genius Bar», l'ex manager Apple come detto è stato il cervello dietro ai negozi-non negozi della Mela morsicata, riconoscibili per lo stile ma anche la indiscutibile competenza degli impiegati. Era tutta opera di Johnson che col suo innovativo concetto di vendita ha senz'altro contribuito all'enorme successo della società di Steve Jobs. Nel suo nuovo lavoro ha avuto invece meno successo. Anzi, ha fallito su tutta la linea. Per circa un anno e mezzo è stato l'amministratore della catena americana di abbigliamento nata nel 1906, che conta oltre 1.100 punti vendita e quasi 160 mila dipendenti. Quindi è stato cacciato, lasciando una società sull'orlo del fallimento, conti in rosso e crollo delle vendite. La catena ha comunicato lunedì sera che la poltrona di amministratore verrà occupata dall'ex manager del gruppo Myron Ullman. «JCPenney sta attraversando un periodo difficile», ha spiegato Ullmann. Che ha sottolineato: «Non tutto è perduto, le basi ci sono tutte per tornare al successo». Di altro avviso gli investitori: alla notizia del licenziamento di «Mr. Genius Bar» le azioni in Borsa sono schizzate in alto di dieci punti, ma dopo le parole di Ullman hanno chiuso a meno sei per cento. 

LA POLTRONA LIBERA A CUPERTINO - Dopo 11 anni di collaborazione Johnson era passato da Apple a JCPenney col compito di dare lustro all'immagine del gruppo fondato oltre 100 anni fa. La sua cura radicale è stata un flop: ha tagliato le promozioni, cancellato il programma dei saldi (poi precipitosamente reintrodotto quando è stato chiaro che l'azienda perdeva grandi quantità di denaro), e messo fine ai popolari buoni sconto. Tre scivoloni che hanno fatto scappare i clienti abituali. Il volume d'affari annuo è calato di un quarto, a 13 miliardi di dollari. La catena di abbigliamento registra attualmente perdite per un miliardo dollari. In ogni caso, a Cupertino il posto che Johnson aveva lasciato spontaneamente nel 2011 è ancora libero.

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