08 ott 2012

Google e l'aiutino irlandese: 9 miliardi di profitti e 8 milioni di euro di tasse


Il meccanismo, perfettamente legale, che consente ad 
alcune grandi società di ridurre gli oneri fiscali

(Reuters)(Reuters)
Il sistema è noto ed è lo stesso usato da moltissime multinazionali high-tech. Ma conoscere le cifre reali del fenomeno fa un certo effetto: Google, che ha la sua sede europea a Dublino, nel 2011 ha generato operazioni dalla sede irlandese per 9 miliardi di profitti, pagando appena otto milioni di euro di tasse. La notizia, pubblicata in questi giorni da diversi giornali irlandesi, torna a far discutere delle astuzie fiscali dei colossi del web.

IL MECCANISMO - Astuzie che hanno portato una vera e propria migrazione di molte aziende a Dublino (la piazza più economica d'Europa dal punto di vista fiscale): gli accordi previsti dai trattati internazionali dell'Irlanda consentono infatti di ridurre in maniera significativa l'aliquota fiscale fino ai valori minimi. I profitti poi in alcuni casi, vengono trasferiti verso società con sede in paradisi fiscali come le isole Cayman o le Bermuda, mentre i costi vengono attribuiti alle aziende nei Paesi con imposte più alte. Un sistema di ingegneria finanziaria perfettamente legale, ma che da tempo sta facendo storcere il naso a molti politici fuori dai confini irlandesi. Succede infatti la stessa cosa per molte società americane come la Apple: la sua sede è a Cupertino, in California, ma quando si tratta di pagare le tasse, come ha ricordato in un lungo articolo il New York Times, diventa più conveniente il Nevada. L'imposta sul reddito delle società in California è infatti dell'8,84%, mentre dalle parti di Reno è zero. Si stima che grazie a questo sistema lo scorso anno Apple abbia risparmiato circa 2,4 miliardi di dollari negli Stati Uniti. Niente male.

LE TASSE - In un volume pubblicato quest'anno dal titolo «Are you smart enough to work at Google», l'autore William Poundstone, oltre a raccontare le interviste diaboliche dei responsabili della selezione di Mountain View, descrive quanto siano accurate le selezioni dei dirigenti "fiscali" della grande G: bravi, pare, quanto gli ingegneri Google.

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