30 ago 2012

Le bustarelle di Barclays ai mediatori Banca nel mirino del governo britannico

IL CASO

Le bustarelle di Barclays ai mediatori
Banca nel mirino del governo britannico

Premio record da 40 milioni ad Amanda Stayeley per aver presentato lo sceicco Mansur ai vertici del gruppo. Il miliardario aiutò il salvataggio dell'istituto di credito. Nominato oggi il nuovo Ceo: Anthony Jenkins, arriva dal settore retail 

LONDRA - Quaranta milioni di sterline pagate ad Amanda Stayeley, bella aristocratica inglese, ex-fidanzata del principe Andrea (il secondogenito della regina), solo per avere presentato lo sceicco Mansur, il miliardario di Abu Dhabi proprietario tra le altre cose della squadra campione della Premier League (il Manchester City), ai capi della Barclays. Una commissione non certo piccola, che tuttavia è niente in confronto ai 7 miliardi e mezzo di sterline (8 miliardi e mezzo di euro) investiti dallo sceicco qualche tempo dopo, nel novembre 2008, nelle casse della Barclays: l'aiuto esterno che permise alla seconda maggiore banca britannica di evitare il fallimento e di non doversi rivolgere alla Stato per essere salvata, come fecero invece, all'apice del grande crash finanziario, le sue rivali Lloyds Banking Group e Royal Bank of Scotland, nazionalizzate sulle spalle dei contribuenti.

Su questa e su altre generose commissioni versate dalla Barclays a mediatori dell'operazione salvataggio ha ora aperto formalmente un'indagine il Serious Fraud Office (Sfo), l'ufficio anti-frodi del governo britannico. Indiscrezioni su un'inchiesta del genere circolavano già da alcune settimane, dopo che la Financial Services Authority aveva reso noto di avere passato un dossier agli inquirenti dello Sfo. Ora è la Barclays ad annunciare di essere sotto indagine. Nel mirino c'è non solo la transazione da 7 miliardi di sterline in cui è coinvolto lo sceicco di Abu Dhabi, ma anche quella precedente, da 4 miliardi e mezzo di sterline, avvenutanel giugno 2008, quando fu la Qatar Holding, il braccio finanziario del piccolo ma ricchissimo emirato, a intervenire con un'iniezione di fondi per salvare la banca. 

L'indagine verte sulla possibilità di commissioni troppo alte e non abbastanza trasparenti, non conformi alle regole: insomma, bustarelle. Non ci sono accuse nei confronti dei due investitori, lo sceicco Mansur e il Qatar. I sospetti riguardano piuttosto dirigenti della Barclays e mediatori. Almeno quattro grossi banchieri avrebbero avuto un ruolo cruciale nel salvataggio, tra cui il capo del dipartimento finanziario John Lucas, secondo quanto scrivono oggi i giornali di Londra. Potrebbe c'entrare anche Roger Jenkins, il banchiere più pagato della City, ex-capo del dipartimento Medio Oriente della Barclays, la cui affascinante moglie di origine serba facilitò la conoscenza con la famiglia dell'emiro del Qatar durante una vacanza di alcuni anni or sono in Costa Smeralda (in seguito i due hanno divorziato e Jenkins avrebbe ora una relazione con l'ex-fotomodella australiana Elle McPherson).

La notizia dell'inchiesta dell'ufficio anti-frodi coincide con quella della nomina di un nuovo amministratore delegato alla Barclays, per sostituire Bob Diamond, che si era dimesso due mesi fa, travolto dallo scandalo Libor, le manipolazioni del tasso d'interesse, per le quali la banca londinese ha ricevuto una pesantissima multa da 290 milioni di sterline, oltre che un duro colpo alla sua reputazione. Proprio per ristabilire quest'ultima, la scelta del nuovo chief executive officer è di segno diametralmente opposto rispetto al predecessore: il nuovo ad è Antony Jenkins, un banchiere laureato a Oxford che ha fatto tutta la sua carriera nella Barclays, con reputazione di "bravo ragazzo" e "uomo di famiglia", ma soprattutto proveniente dal settore del "retail", ovvero dai depositi e prestiti, il lato "per bene" del settore bancario, come scrive il Guardian, e dunque l'antitesi della finanza da bucanieri di cui Bob Diamond era il prototipo. Un chiaro tentativo di voltare pagina, da parte di una banca in crescente difficoltà.

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