30 mag 2012

Tim Cook nelle grandi scarpe di Jobs: ieri sera ha passato l'esame. Annuncia: in arrivo nuovi prodotti Apple "straordinari"


Dal nostro inviato

LOS ANGELES -  Ho incontrato ieri sera qui a Los Angeles, anzi a  Ranchos Palos Verde, al Terranea, Tim Cook, amministratore delegato di Apple Computer, il manager piu' pagato del mondo - 600 milioni di dollari in stock option l'anno scorso - il manager che ha raccolto la difficile sfida di entrare nelle scarpe del suo ex capo Steve Jobs una leggenda vivente, idolo mondiale e dunque scarpe enromi da indossare.

Dunque Cook per la prima volta si e' confessato in pubblico. Ambiente abbastanza intimo, il convengo All Things Digital, della Dow Jones, intervistato da Kara Swisher e da Walt Mossberg, due guru nazionali della tecnologia digitale, del social netoworking, insomma del settore che fa da traino al futuro. Avevo incontrato per la prima volta Cook nel pomeriggio, al suo arrivo, Scende da una merceds nera, affabile saluti cordiali, alto snello capelli brizzolati 51 anni, normalissimo e dunque mi chiedevo gia' allora, come sara' questo confronto fra l'uomo e la leggenda?

Diciamo subito che e' ingiusto fare un confronto. Credo che Jobs sapesse che chiunque l'avesse sostituito alla guida della Apple Computer avrebbe avuto un compito ingrato dal punto di vista dell'immagine e dunque ha scelto Cook, non solo perche' era in controllo delle attivita' operative ormai da oltre un deennio e perche' era la persona piu' giusta per farlo dal punto di vista manageriale, ma forse perche' era proprio il suo opposto caratterialmente.

Jobs che avevo incontro proprio qui in questo convengo nel 2007, era un visionario, energico, impulsivo, geniale, contagioso. Cook e' misurato, strategico, cerebrale e, diciamolo, meno contagioso. Qualcuno ieri sera ha detto anche noioso: di nuovo mi sembra ingiusto. Ingiusto credo perche' ieri in realta' Cook ha fatto qualcosa di importante , si e' esposto, lui, manager e non fondatore, davanti a una platea di fondatori - chi di successo chi no, ma quasi tutti pur sempre fondatori e dunque con massicce dosi di testosterone - e secondo me ha passato l'esame che doveva sostenere. Perche' e' stato ieri notte che si e' consumato il vero passaggio del potere, il vero cambio della guardia, non quando Cook ha presentato il nuovo modello iPhone 4s.

E' stato ieri che Cook ha parlato della SUA visione e non di quella di Jobs. Un passaggio non da poco, perche' uno come Jobs, quando si palra di Apple in un modo o nell'altro e' sempre presente. E difatti con grande eleganza a un certo punto della chiccherata e' stato lo stesso Cook a compiere il passaggio, il giro di boa. Lo ha fatto stato quando ha ricordato le parole di Jobs quando parlavano della successione. Jobs gli disse,:"Tim ho visto una successione venuta male, quella di Walt Disney. Ero alla Disney dopo la sua morte e i senior continuavno a ripetere che cosa avrebbe fatto Walt come si sarebbe comportato Walt... avrebbe detto questo o quello...questo da noi non puo' succedere "

E dunque dicevo ieri sera Cook ha fatto il suo lavoro. Ci ha anticipato che ci sono prodotti in arrivo nuovi straordinari, che lasceranno tutti - affezionati clienti e no – esterefatti. Quali? Questo non lo dice, in nome della triplice segretezza sui nuovi prodotti che ha introdotto alcuni mesi fa, anche per giocare d'anticipo su una concorrenza sempre piu' aggressiva che si chiama Samsung. Mi ha colpito quanto per Cook sia un problema la concorrenza di Samsung, non l'ha mai nominata direttamente, ma era stizzito, impaziente, ha fatto capire che gli hanno rubato tecnologia e prodotto ( si parla di iPhone e iPad ovviamnte) e hanno immediatamente invaso il mercato.: "Come ci si puo' sentire quando si e' fatto uno sviluppo difficile e quando arrivi a mettere la vernice con cura sul tuo nuovo prodotto e poi arriva qualcuno e te lo soffia sotto il naso....non e' giusto che sia la Apple a fare sviluppo per il mondo intero".

Ma ha detto che su altre cose ha introdotto invece trasparenza sulla coscienza sociale della Apple, su procedure pro ambientali:" Ecco su quello mi piacerebbe che ci copiassero" ha detto. Ma poi si e' di nuovo chiuso a riccio: una nuova televisione? Non se ne parla. Se non pe dire che forse un utilizzo TV giochi e' molto interessante. Ha anche ricordato i due momenti chiave del suo passaggio alla Apple, il primo quando nel 1998 Jobs cerco' di assumerlo. Allora la Apple non navigava certo in buone acque e dunque lui non voeva andarci per nulla. Poi dopo varie chiamate di Jobs accetto' un colloquio. Prese un "red eye" l'aereo che viaggia di notte, incontro' Jobs e racconta che dopo cinque minuti sapeva che voleva lavorare per lui: "perche' guarda al consumatore wuanto tutti guardavano ad altro, perche' non lo faceva per i soldi per una visione, perche' guardava out of the box". La devozione per il suo ex capo e' totale, ma la definizione del suo nuovo territorio e' altrettanto chiara, proprio come gli aveva detto Jobs poco prima di morire: "be your own man" "sii te stesso". Lo e' stato.

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