26 mag 2012

Lo startupper che vive in America Online Due mesi (in incognito) per inseguire un sogno Al termine del periodo scopre che il badge funziona ancora e decide di vivere nascosto simulando di essere un dipendente


MILANO - Lanciare una startup richiede fortuna e dedizione, ma la storia di Eric Simons potrebbe diventare presto una leggenda della Silicon Valley. Partito da Chicago qualche mese dopo essersi diplomato al liceo con pochi soldi in tasca e il sogno di riuscire a creare una sua società, Simons ha finito per vivere clandestinamente per due mesi negli uffici di AOL a Palo Alto, in California. Simons era arrivato al quartier generale del colosso delle comunicazioni la scorsa estate, ad appena 19 anni, per far parte di Imagine K12, un incubatore per startup tecnologiche rivolte all'istruzione che ha sede proprio nel campus di AOL.

LA FORMAZIONE - Studente mediocre al liceo, aveva ottenuto un finanziamento di 20.000 per sviluppare ClassConnect, la startup con la quale ha intenzione di rendere l'apprendimento scolastico più interessante per i ragazzi e più organizzato per gli insegnanti attraverso l'uso di filmati e di siti internet. Dopo quattro mesi di lavoro intenso l'estate era però finita, portandosi via anche i tre amici di Simons e cofondatori di ClassConnect che avevano deciso di tornare al college, i 20.000 dollari del finanziamento e tutti i risparmi del giovane imprenditore. Solo, senza una casa e senza un soldo, ma con la voglia di portare avanti la sua idea, Simons scoprì che il suo pass magnetico gli permetteva ancora di avere accesso al quartier generale di AOL. Decise allora di trasferirsi a vivere là, passando la notte sui divani degli uffici, mangiando il cibo dell'azienda, bevendo le bibite alla spina e usando persino la palestra, dove si allenava la mattina presto per non farsi scoprire e dove poi si faceva la doccia.

LA STORIA - Proprio in un armadietto di quella palestra Simons aveva lasciato tutti i suoi averi: una decina di tshirt, un paio di jeans, un paio di pantaloni corti e qualche capo di biancheria intima. In quei due mesi Simons lavorava ogni giorni fino a mezzanotte, andava a dormire entro le due per poi svegliarsi fra le sette e le otto della mattina. Dopo la palestra e la doccia si rimetteva al lavoro, lasciando credere a tutti di essere un dipendente di AOL. Passato il primo mese aveva speso appena 30 dollari, gran parte dei quali da McDonald's. Alla fine però è stato scoperto, svegliato all'alba da una guardia di sicurezza che non chiamò la polizia solo perché lo aveva riconosciuto. Da allora il pass gli è stato ritirato, ma ha ancora il permesso di frequentare gli uffici di AOL per lavorare alla sua startup, che nel frattempo ha cominciato a decollare. Il ragazzo ha trovato infatti un nuovo investimento da 50.000 dollari, ottenuto da Ulu Ventures. Per prima cosa ha preso una casa in affitto a Palo Alto, poi ha assunto un ingegnere e due stagisti che lo aiutino a realizzare la sua impresa. «Nei nostri uffici di Palo Alto abbiamo sempre voluto facilitare l'imprenditoria», ha commentato David Temkin, dirigente di AOL, a CNET, il sito che per primo ha raccontato la storia. «Non ci aspettavamo però che funzionasse così bene».

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