07 mag 2012

Della Valle rilancia Schiaparelli

L'imprenditore italiano annuncerà questa sera il rilancio di uno dei marchi di moda più famosi del Novecento. Primo appuntamento il prossimo giugno, a Parigi, dove verrà aperta la maison nella storica Place Vendôme. Il toto-stilista, intanto, si concentra su due nomi: John Galliano e Rodolfo Paglialunga Il lunedì più caldo di primavera si apre con un notizia destinata a scuotere il Fashion System: si tratta dell'annuncio della riapertura del marchio di moda Elsa Schiaparelli, maison fondata dall'omonima stilista nata a Roma e trasferitasi a Parigi che cessò l'attività nel 1954. Il brand, acquistato da Diego Della Valle nel 2007, verrà rilanciato questa sera in occasione dell'ormai consueto e famoso party che Anna Wintour, direttore di Vogue America, darà per inaugurare la mostra "Schiaparelli and Prada: Impossibile conversations", in apertura il 10 maggio alMetropolitan Museum di New York.


Il debutto vero e proprio, invece, è previsto per il prossimo giugno a Parigi: in Place Vendôme, durante la settimana dell'haute couture francese, verrà infatti inaugurata la Maison Schiaparelli, nello stesso indirizzo (il numero 21) dove aprì i battenti nel 1935.
La notizia, in realtà, era già stata anticipata da molti rumors del settore moda: secondo indiscrezioni, infatti, la mostra sarebbe stata molto voluta e incoraggiata da Della Valle per fornire allo storico marchio una ribalta istituzionale e un rilievo necessari al suo rilancio in grande stile. Persino il basso profilo tenuto dal Gruppo Prada riguardo all'azzardo di accostare due figure così diverse (la stilista milanese Miuccia e la creativa romana Elsa) avevano fatto sospettare qualcosa di diverso. Ma poco importa: il fatto rilevante è che l'istituzione museale più importante del mondo s'inchina di fronte al Made in Italy come non succedeva da tempo.

Ma che senso ha, oggi, ridare vita commerciale a un nome illustre ma dimenticato dai più? La risposta è più semplice del previsto: Della Valle, proprietario del Gruppo Tod's, uno dei poli più importanti del lusso italiano (controlla i brand Tod's, Hogan, Fay e Roger Vivier) non ha ancora affrontato il mercato femminile del prêt-à-porter e dell'alta moda con una maison rilevante come potrebbe essere Schiaparelli. Il mito di Chanel e il suo inespugnabile successo planetario, infatti, restano un faro a cui guardano tutti, imprenditori e stilisti: non risulta strano, quindi, rispolverare la grandezza e l'importanza di Elsa che proprio in Coco trovava la sua più acerrima rivale.
Del resto, l'eredità estetica e stilistica lasciata dalla stilista romana trapianta a Parigi non è solo più grande di quella di Chanel, ma è stata anche il serbatoio di idee e stili a cui hanno attinto tutti i grandi stilisti del Novecento, da Christian Dior a Jean Paul Gaultier.

Della Valle rilancia Schiaparelli
Nata a Roma nel 1890 da una famiglia colta e benestante, Elsa conosce il futuro marito William de Wendt de Kerlor a Londra e si trasferisce con lui a New York. Il matrimonio fallisce e con una figlia piccola, Elsa decide di tornare in Europa. Nel 1924 arriva l'occasione della vita: a Parigi conosce il grande sarto Paul Poiret che la incoraggia a dedicarsi alla moda. Dopo aver tentato senza successo di farsi assumere dall'atelier Maggy Rouff, la giovane creativa decide di mettersi in proprio. La sua prima collezione di maglioni con disegni trompe l'oœil e radiografie a raggi X incontra subito il successo e i costumi da bagno a marchio "Schiaparelli puro le sport" arrivano persino nei grandi magazzini americani. È l'inizio del sogno: nel '33 si apre una sede a Londra, nel '35 trasferisce la maison in Place Vendôme, a due passi dalla concorrente Coco Chanel. Da questo momento, Elsa diventa l'incubatore di tutte le mode che la seguiranno per più di 70 anni. È la prima a dividere le collezioni per tema, l'unica che s'inventa di spezzare le regole che separano moda e arte. Dalì le fornisce idee e spunti, come il famosissimo tailleur a cassetti. Con le misure del busto dell'attrice Mae West disegna il primo flacone di una sua fragranza. L'interior designer Jean Michel Frank e lo scultore Diego Giacometti vengono chiamati per pensare il suo atelier parigino, spezzando le regole granitiche del tempo. È una pioniera per l'utilizzo di materie plastiche e avveniristiche per costruire cappotti e tailleur. I Surrealisti le suggeriscono il cappello a stiletto o l'aragosta disegnata sull'abito da sera, mentre Elsa Triolet e Louis Aragon creano per lei collane ispirate alle asprine anticipando di anni luce i quadri e le teche di Damien Hirst. In questo, infatti, sta la grandezza di questa creativa e del suo stile: nella capacità di mescolare le carte del presente nelle pieghe di un abito, nell'ambizione di trattare la moda come fosse il riflesso, a volte l'anticipazione della realtà.

Resta un dubbio: chi sarà lo stilista in grado di ridare forza, attualità e credibilità a un passato così importante? Le voci, a riguardo, si sono concentrate fino a oggi su due nomi: John Gallino e Rodolfo Paglialunga. Il primo non ha bisogno di presentazioni: è a oggi senza lavoro dopo essere stato licenziato in tronco da Christian Dior, dov'era direttore creativo, per l'ormai famoso video in cui si lancia in insulti razziali. Il secondo, invece, merita molta attenzione: a sorpresa, lo scorso settembre, lasciò il timone stilistico di Vionnet, altra maison storica rilanciata da imprenditori italiani (tra gli altri, Matteo Marzotto ) senza un vero motivo apparente. Il suo stile pacato e sofisticato, molto rispettoso della tradizione, potrebbe essere la risposta giusta a una scelta così difficile. Perché, bisogna ricordarlo, l'eredità illustre di una maison resta un fuoco di paglia nell'alto forno della moda contemporanea. Il Fashion System di oggi, infatti, brucia tendenze, abiti e accessori con una velocità e una voracità inaudite. "Nessuna rincorsa ai tempi commerciale", ribadisce però Diego Della Valle. "Per Schiaparelli vogliamo un lavoro che punti al meglio, nel gusto e nella qualità, con tutta la necessaria calma per farlo". Che sia l'inizio di una nuova tendenza?

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