18 apr 2012

Nagasaki, il Robinson Crusoe del Giappone

Arzillo 76enne vive solo sull'isola "estrema" di Sotobanari, nutrendosi di torte di riso e bevendo acqua piovana

Masafumi NagasakiMasafumi Nagasaki
MILANO - Sotobanari è quanto di meno simile ad una casa di riposo ci sia al mondo, perchè – come dice il suo stesso nome giapponese, tradotto in italiano – "l'isola esterna lontana" è in realtà una striscia di mare larga appena un chilometro e a forma di fagiolo fra Taiwan e Tokyo (ma è sotto la giurisdizione della provincia giapponese di Okinawa), circondata da correnti così forti che nemmeno i pescatori locali si azzardano a gettare le reti e spazzata da tifoni devastanti. Insomma, non proprio quello che si definirebbe un habitat ospitale, visto poi che non c'è nemmeno l'acqua corrente.

VIA DALLA "CIVILTA'"- E invece è qui che nei primi anni Novanta il signor Masafumi Nagasaki ha deciso di trasferirsi, mollando il suo lavoro nell'industria dello spettacolo, per vivere in beata solitudine e l'esperienza ormai gli piace al punto che questo 76enne dalla pelle bruciata dal sole e dal sorriso semi sdentato ha scelto di rimanere a Sotobanari fino alla morte. E pazienza se deve combattere ogni giorno contro le punture degli insetti e non mangia altro che torte di riso per quattro o cinque volte al giorno, raccogliendo l'acqua piovana che usa per lavarsi e farsi la barba in pentole ormai consumate.

«SEGUO LE REGOLE DELLA NATURA»- «Seguo le regole della natura – si legge sul Daily Mail - perchè stando qui ho imparato che non puoi sconfiggerla, ma che devi solo obbedirle ciecamente». Una lezione che ha appreso a sue spese poco dopo essere sbarcato sull'isola, quando un tremendo tifone ha distrutto la vegetazione, portandogli via quel poco di ombra che c'era e con quella anche la tenda dove viveva. «Mi stavo bruciando sotto il sole e ho pensato che forse era impossibile vivere qui». Invece ha resistito con stoica determinazione jap e ora ammette che non potrebbe vivere in nessun altro posto se non sulla sua isoletta, dove le ore della giornata sono scandite dai raggi del sole sulla spiaggia.

SEMPRE NUDO - «Trovare il posto dove si vuole morire è una cosa importante, ma prima di venire qui il pensiero non mi aveva mai sfiorato. Ora però so che voglio morire su quest'isola, circondato dalla natura». Solo una volta a settimana la sua routine giornaliera viene sconvolta ed è quando il signor Nagasaki va sull'isolotto vicino a prendere l'acqua e le torte di riso con una piccola parte dei 120 dollari che gli manda la famiglia. In quell'occasione deve anche mettersi qualcosa addosso ed è una consuetudine alla quale non è più abituato, visto che di solito per Sotobanari va in giro nudo. «All'inizio, andare in giro senza vestiti mi imbarazzava, tanto che il primo anno, quando vedevo passare una nave, correvo a coprirmi, ma poi vivere sull'isola ha vinto il mio imbarazzo e se adesso andassi in giro vestito mi sentirei totalmente fuori posto»

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