01 ott 2011

Tutti programmatori con ifttt unione tra vita reale e virtuale

Un nuovo servizio, ideato a San Francisco da un gruppo di giovani sviluppatori, consente a chiunque di utilizzare in maniera creativa la struttura di controllo "se questo, allora quello". Un modo per sprigionare il potenziale dei nostri strumenti digitali al servizio del mondo vero, al di fuori del computer


SAN FRANCISCO - "Se è prevista pioggia, telefonami e ricordami di portare l'ombrello". Oppure: "Se Marta diventa single, ti prego, mandami una email". O ancora: "Se la borsa di Tokio chiude in ribasso, inizia a martellarmi di sms". Potrebbero sembrare conversazioni tra un figlio e una mamma, tra un cuore infranto e un buon confidente, tra un capo e un collaboratore, invece sono tutti dialoghi tra un essere umano e internet. 

A renderli possibili - anche per l'utente comune, e non solo per chi mastica un po' di linguaggio di programmazione - è un nuovo servizio che è stato da poco lanciato al grande pubblico. Si chiama ifttt 1 – abbreviazione di "if this, then that" ("se questo, allora quello") - è nato a San Francisco e ha lo scopo di "far lavorare internet al servizio degli utenti".

Il punto di partenza è tutto in quella proposizione composta attorno a cui ruotano i manuali di logica, "se questo, allora quello". Chiunque abbia studiato un minimo di programmazione sa come questa piccola frase sia il pane quotidiano delle nostre interazioni con le macchine: la struttura di controllo alternativa di base, quella che ci consente di dire a un programma di eseguire un compito in presenza di determinate condizioni. 

Così una sera, riflettendo sulla semplicità e la potenza di queste quattro paroline messe insieme e sul peso sempre maggiore che il web e i social media hanno assunto nelle nostre vite, un giovane di nome Linden Tibbets se n'è uscito con questa idea: creare uno strumento capace di "liberare il potenziale creativo dei non addetti ai lavori", e stare a vedere i risultati.

Fedele ai suoi principi ispiratori, il servizio è semplicissimo. La struttura prevede l'inserimento di trigger (che potremmo tradurre come impulsi) e azioni (la seconda parte della proposizione). Poi ci sono i canali, ossia l'insieme di applicazioni e dispositivi che utilizziamo ogni giorno, da Facebook alla sveglia, da Google Calendar al cellulare, passando per servizi tanto diversi quanto le previsioni meteo di Yahoo!, il cloud storage di Dropbox e la piattaforma video di YouTube (al momento ci sono in tutto 35 canali).

Per creare un compito è sufficiente mettere insieme un impulso di un canale con un'azione di un altro canale. Una volta creato un task, si può scegliere se farlo restare privato oppure se condividerlo con altri utenti: in questo caso, diventa una "ricetta". 

L'utente può attivare e disattivare i task a suo piacimento, così da scongiurare il rischio di finire sopraffatto dalla propria iperattività. Non c'è limite alla creazione – anzi, i fondatori esortano gli utenti a sbizzarrirsi quanto più possibile – mentre c'è un tetto per il numero di compiti che possono essere attivi contemporaneamente: per ora 10, considerando che l'operazione si ripete, in assenza di contrordini, ogni 15 minuti.

Da quando il servizio è stato lanciato in versione beta, lo scorso dicembre, sono stati creati più di 100.000 compiti, per un totale di oltre 25 milioni di esecuzioni. Ora gli sviluppatori – al team si sono uniti anche Alexander, fratello di Linden, e il programmatore Jesse Tane – sperano di fare il grande salto con l'apertura (per ora gratuita) a tutti i cittadini delle rete. 

"I nostri strumenti digitali si stanno facendo sempre più intelligenti, specifici e facili da usare", ha spiegato Linden Tibbets a Repubblica.it. "La sfida consiste nel liberare il potenziale creativo che scaturisce dalla loro interazione, ossia dal loro lavorare in tandem. Gli sviluppatori e i programmatori non possono, da soli, percorrere tutte le strade; per questo abbiamo pensato di fornire ai non addetti ai lavori uno strumento di base per definire i compiti che ritengono più utili".

Per ora gli utenti si sono sbizzarriti con soluzioni e ricette di ogni tipo. Molte sono finalizzate a mettere in comunicazione i vari social network e rendere più maneggevoli i nostri profili. Per chi, ad esempio, ha sempre pensato che fosse un lavoro titanico trasferire tutte le foto in cui si è stati taggati da Facebook a una cartella esterna, esiste una ricetta per far viaggiare tutto automaticamente su Dropbox. La stessa cosa vale per Twitter, Instagram, Flickr e similari, che ora possono interagire con i vari canali a seconda dei gusti e delle necessità del singolo. 

Ma la forza più grande di ifttt consiste, forse, nella sua capacità di accorciare le distanze tra vita virtuale e vita reale. L'esempio più elementare è quello della ricetta anti-pioggia: se il meteo prevede precipitazioni nel raggio di tot chilometri, l'utente riceve un messaggio (o una chiamata, se preferisce, per ora solo a un numero statunitense) sul proprio cellulare con un promemoria per "ombrello". 

Ovviamente c'è spazio anche per un po' di sano romanticismo: oltre al task che ti avverte se la donna della tua vita è finalmente tornata single, c'è quello che ti consente di recapitare alla tua fidanzata una serenata in vecchio stile. Basta registrare una canzone in formato MP3 (magari facendo qualche prova prima) e utilizzare il canale della segreteria telefonica di ifttt. La fortunata verrà avvertita con una email, dopo di che potrà lasciarsi cullare dagli acuti del suo principe azzurro. Sempre che non abbia già riattaccato.

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