01 ott 2011

Ingegneri al servizio dello Stato. Gratis

«È UN SERVIZIO ALLA COLLETTIVITÀ». «NO, È SFRUTTAMENTO»

Accordo Agenzia del territorio-Consiglio nazionale per censire gli immobili-fantasma. Ma i giovani non ci stanno

MILANO - «Questo si chiama volontariato», dice Roberta Liggi, la pasionaria cagliaritana a capo della protesta, per ora virtuale, ma amplificata dal potere taumaturgico di Facebook. E ancora – animata dal sacro fuoco della ribellione – aggiunge: «È una modalità palesemente anticostituzionale e soprattutto configura una sorta di sfruttamento verso gli ingegneri più giovani, collaboratori di professionisti qualificati che li sguinzagliano sul territorio per violare la privacy altrui e fare gli sceriffi sul patrimonio delle persone. A quale titolo? Gratuito!».

IL CASO - Gli strali della Liggi e di alcuni giovani ingegneri iscritti all'ordine della provincia di Cagliari, da dove è partita la protesta, sono tutti contro una circolare n°445 del 3 agosto 2011 che ha suggellato l'intesa tra il Consiglio nazionale degli ingegneri e l'Agenzia del territorio, diretta da Gabriella Alemanno (sorella del primo cittadino di Roma). Il protocollo controfirmato dai due enti stabilisce (ma intesa speculare era stata firmata a maggio anche con il Conaf, consiglio nazionale dei dottori agronomi e forestali, «l'attività congiunta di comunicazione e sensibilizzazione nei confronti dei titolari di immobili non dichiarati al catasto». Cioè la pletora delle decine di migliaia di immobili-fantasma dislocati su tutto il territorio italiano, sui quali finora, l'unico strumento dissuasivo (?) e di recupero di gettito per le casse dell'Erario, era stato lo scudo fiscale utilizzato dalla politica con alterne fortune.

COMPENSO GRATUITO - Peccato che questa attività – secondo quanto si è impegnato a fare il Consiglio nazionale degli ingegneri – preveda l'individuazione, da parte dei singoli ordini, di professionisti di comprovata esperienza che agiranno a titolo completamente gratuito «nell'interesse delle istituzioni coinvolte e della collettività». Quest'opera di «censimento patrimoniale» si sta realizzando con un software elaborato da Sogei (società per azioni a capitale pubblico controllata dal ministero dell'Economia) previa scheda tecnica, sulla quale annotare eventuali irregolarità rispetto a quanto documentato nei database dell'Agenzia del territorio. Ma al netto del modello anglosassone di Big Society, tradotto nella formula «il potere alla gente», secondo il quale cittadini e associazioni possono svolgere funzioni normalmente di monopolio pubblico per il progresso della società, i giovani ingegneri cagliaritani individuano in questa intesa almeno tre violazioni normative.

VIOLAZIONI NORMATIVE - Dice la Liggi: «Il volontariato è incompatibile con qualsiasi forma di lavoro subordinato o autonomo» (legge-quadro sul volontariato 266/1991). Aggiunge: «Il lavoratore deve essere retribuito proporzionalmente alla quantità e alla qualità di lavoro svolto e sufficientemente per poter avere un'esistenza libera e dignitosa» (art. 36 della Costituzione). Infine è prassi (oltre che comportamento doveroso nei confronti del fisco e quindi della collettività) che la prestazione professionale debba essere fatturata, anche «nel caso di un progetto realizzato per i propri genitori», come raccontano i presenti a una riunione informale di un consiglio provinciale dell'Ordine degli ingegneri.

PARADOSSO - E allora il paradosso è che per lavorare per i propri cari è necessario regolarizzare il tutto con il fisco, altrimenti l'Agenzia delle entrate e la Guardia di finanza possono contestare irregolarità, mentre se si lavora per lo Stato il compenso può essere gratuito o ci si può rimettere di tasca propria, tra benzina, tempo e gli occhi indispettiti di chi non ha denunciato il proprio podere al catasto.

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