14 set 2011

Tv, arrivano i diari di Carrie

GLI AMORI DEL LICEO, LE ANTIPATIE, TUTTE LE FASI DELL'ADOLESCENZA


La gioventù della protagonista di Sex and the City
in una serie che verrà prodotta dalla Warner Bros

Il cast della serie (Reuters)
Il cast della serie (Reuters)
MILANO- All'epoca la storia era ancora poco "Sex" e per niente "City", visto che la Carrie Bradshaw che viene raccontata nei due libri de «I Diari di Carrie» viveva nel Midwest e andava al liceo. Erano gli anni Ottanta e al posto di Charlotte, Miranda e Samantha (quest'ultima però comparirà nel secondo diario, "Summer and the City: A Carrie Diaries Book", quando la Bradshaw arriverà a New York) c'era una certa Donna LaDonna, che non era affatto l'amica del cuore di Carrie bensì una sua antipatica rivale, mentre il cuore batteva per un Mr Big di nome Sebastian Kydd.

IN TELEVISIONE- Scritti entrambi da Candace Bushnell, già «mamma» creativa di Sex and the City, e subito entrati nella classifica dei bestseller (al punto che la scrittrice ne starebbe già producendo altri due), «I Diari di Carrie» diventeranno ora una serie tv prodotta dalla Warner Bros.Television, in collaborazione con la Fake Empire (la stessa che produce Gossip Girl), e trasmessa dal network CW. Stando a quanto riporta l'Hollywood Reporter, si tratterà di un prequel di Sex and the City: non a caso, l'adattamento per la televisione sarà curato da quella Amy B. Harris che ha già lavorato anche nella serie più famosa di Carrie & Co. A quanto è emerso dalle anticipazioni della stampa americana, pare che Sarah Jessica Parker, ovvero la Carrie orinale, non sarà coinvolta nel progetto televisivo, mentre è già data per certa l'assenza di Michael Patrick King. E' stato lo stesso produttore della storica serie Hbo, già regista di Sex and the City e Sex and the City 2, a chiamarsi fuori dai Diari il mese scorso. «La mia Carrie Bradshaw aveva 33 anni quando ha iniziato ed io l'ho portata fino ai 43 – ha spiegato King – ma non ho mai voluto sapere nulla dei suoi genitori, perché per me Carrie esisteva solo a Manhattan. Quindi per me l'idea di andare a ritroso nel tempo e di renderla meno emancipata è qualcosa che non riesco nemmeno ad immaginare».

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