24 ago 2011

Montezemolo in politica? Marchionne: "Lo appoggerei"

Parlando dal meeting di Rimini l'ad del Lingotto si dice a favore di una candidatura del presidente della Ferrari: "Se lo facesse, nonostante il mio consiglio di non farlo, avrebbe il mio sostegno. E' una brava persona". Ieri sera l'ex presidente di Confindustria non aveva escluso un suo ingresso in politicaRIMINI - Se Luca Cordero di Montezemolo decidesse di scendere in politica "nonostante il mio consiglio di non farlo, avrebbe personalmente il mio appoggio, è una brava persona". Lo ha detto l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, tornando a sottolineare l'intervento di ieri sera 1 di Montezemolo al meeting di Cortina D'Ampezzo, durante il quale non aveva escluso un suo ingresso in politica 2. "Luca", ha aggiunto Marchionne a margine del meeting di Rimini, "ha la capacità di crearsi intorno una grandissima squadra in grado di vincere e l'Italia ha bisogno anche di questo".

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"Non so se è la salvezza dell'Italia,
parliamo di alternative, sono cose che vuole fare lui. Non escluderei la possibilità che entri in politica", ha detto Marchionne. L'amministratore delegato di Fiat ha parole di stima: "Ho un grandissimo rispetto per Luca, abbiamo lavorato insieme tantissimo. Ha fatto un lavoro straordinario con la Ferrari. So che a livello internazionale è conosciuto, ha una grandissima credibilità come personaggio. Se poi queste capacità sono disponibili alla gestione 
del Paese... Questa è una domanda a cui deve rispondere Luca".

L'ad di Fiat però - che non farebbe mai il politico, tantomeno vorrebbe essere ministro dell'Econiomia come ha più volte ribadito -, ha sconsigliato anche Montezemolo in questo senso: "E' una persona che apprezzo e continuo ad apprezzare. Il mio consiglio spassionato è di non farlo - ha continuato a spiegare - gliel'ho detto più di una volta e continuo a ripeterglielo. Ma nessuno lo può bloccare". Perché, come ha ribadito Marchionne "è in grado di vincere".

Negli ultimi giorni Montemolo aveva criticato la manovra e lanciato proposte. Da Italia Futura, la fondazione che a lui fa capo era arrivata la proposta di correggere4la manovra con un'imposta patrimoniale permanente con aliquota pari allo 0,5% sui patrimoni superiori a 10 milioni di euro e di introdurre sul fronte del mercato del lavoro "un contratto unico" che preveda: "Occupazione a tempo indeterminato per tutti i nuovi assunti; piena protezione contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi". Non solo. Sulcontributo previsto dal governo per i redditi 5 superiori ai 90 mila euro, per esempio, Montemolo, 63 anni, aveva incalzato.

"Io sono ricco, e sono pronto a pagare più tasse. Per ragioni di equità e solidarietà. E soprattutto per una vera lotta alla grande evasione fiscale. In cambio chiedo allo Stato di ridurre il suo perimetro d'azione e di essere più efficiente", aveva detto. Per aggiungere "solo io la penso così però. Sono d'accordo con Warren Buffett e con la Tobin tax, per ragioni di equità e di solidarietà", e ancora: "Scandaloso che in Italia si colpisca il ceto medio".

Montezemolo aveva anche detto che "in tempo di crisi, come ora, serve una manovra sui conti pubblici. Ce la chiede l'Europa. Dobbiamo farla. Ma ancora una volta si colpiscono i soliti noti. Invece servirebbero crescita e solidarietà, rigore ed equità". E qui quello del presidente della Ferari diventa, appunto, quasi un programma di politica economica. Liberale e alternativo a quello del governo. Ridurre il campo d'azione dello Stato, privatizzando tutto quello che si può, vendendo il patrimonio immobiliare che non serve, abolendo la spesa inefficiente, liberalizzando, e tagliando "subito e non a babbo morto" i privilegi della politica. 

Non era poi passata inosservata la replica di Luca Cordero 6 di Montezemolo al ministro leghista Roberto Calderoli che aveva definito l'imprenditore una di "quelle scoreggie d'umanità che non hanno mai lavorato in vita loro". "Rispondere a Calderoli - aveva commentato l'ex presidente di Confindustria - è troppo, ma mi dispiace per tante persone serie della Lega che sono in imbarazzo e hanno un grave danno a causa di esternazioni di chi ha l'onore e l'onere di rappresentare l'Italia a livello governativo". "Nella vita - aveva aggiunto Montezemolo - c'è un limite a tutto. Qui stiamo parlando delle parole di un ministro di un partito di governo. Abbiamo la necessità di recuperare senso dello stato e delle istituzioni". E sul suo possibile impegno politico l'imprenditore aveva solo detto: "E' possibile un'offerta politica nuova da qui a un anno e mezzo. E' possibile che alcune persone che hanno avuto molto decidano di impegnarsi in politica".

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