05 set 2012

L' Arco di Trionfo cinese quasi pronto tra le polemiche: «Gigantesco paio di mutande»


«Il Cancello dell' Est» sarà consegnato a fine anno: 74 piani costati 4,5 miliardi di yuan, 560 milioni di euro. Proteste sui media

Il Cacelli dell'Est nella provincia di Shangai (Foto: Shangai Daily)Il Cacelli dell'Est nella provincia di Shangai (Foto: Shangai Daily)

Nelle intenzioni, doveva essere la risposta cinese all'Arco di Trionfo per celebrare l'imperiosa ascesa economica del paese asiatico. Non a caso, era stato chiamato «Il Cancello dell'Est», perchè con i suoi 300 metri di altezza simboleggiava l'ingresso nel dorato mondo orientale. Ma a lavori quasi ultimati (la consegna è prevista entro la fine dell'anno), il grattacielo di 74 piani di Suzhou, cittadina a 45 miglia a ovest di Shangai, sembra assai distante dai pomposi propositi iniziali, visto che, anziché lo storico monumento sugli Champs Elysée di Parigi, ricorda più «un gigantesco paio di mutande».

Il commento assai poco benevolo all'opera ideata dallo studio di Edimburgo RMJM che già aveva realizzato l' imponente Capital Gate di Abu Dhabi e l'Okhta Center di San Pietroburgo (futuro quartier generale della Gazprom) – campeggia sulla prima pagina dello «Shangai Daily» che, dopo una prima reazione positiva al progetto dell' «Arco di Trionfo dell'Estremo Oriente», ha però cambiato idea sulla costruzione, spinto anche dai numerosissimi commenti negativi dei suoi lettori, più seccati dalla forma del grattacielo (costato 4,5 miliardi di yuan, pari a 445 milioni di sterline, 560 milioni di euro) che impressionati dalla sua grandezza. Ancora più diretti (e arrabbiati) gli utenti di Weibo (la versione cinese di Twitter), dove, accanto a chi si lamenta che il grattacielo «dovrebbe essere chiamato "le Mutande dell'Est" e non "il Cancello dell'Est"», c'è persino chi definisce «umiliante» il doverci passare sotto, «perché è come essere costretti a muoversi in mezzo alle gambe di qualcuno», mentre qualcun altro più temerario azzarda addirittura che il 30 St Mary Axe di Londra (informalmente conosciuto come «The Gherkin», ovvero «il cetriolone» per la sua forma fallica) sarebbe perfetto per il Cancello dell'Est e ne invoca l'unione, se non altro architettonica. Altri blogger se la prendono invece coi designer occidentali «che hanno scambiato la Cina per il loro parco giochi personale e vengono qui a costruire gli edifici più strani».

In effetti, come ricorda il «Telegraph» il Cancello dell'Est non è il solo esempio di architettura straniera ad essere finito nel mirino della critica. Anche la stazione televisiva della CCTV a Pechino, opera dell'architetto olandese Rem Koolhaas, non ha ottenuto dai cinesi gli entusiastici commenti ricevuti invece negli ambienti newyorkesi: non a caso, la costruzione è stata immediatamente soprannominata «Big Shorts» e sul web sono comparse foto-parodia dell'edificio con un uomo appollaiato sul water

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