23 mag 2012

LE INTERCETTAZIONI / 23 di MASSIMO RAZZI Infermiere e agenti segreti Arcore meglio di Neverland



Emilio Fede e Lele Mora inventano improbabili linguaggi per "criptare" i loro scambi di opinione a proposito delle ragazze pagate da Berlusconi per la notte. L'agente, invece, spiega in termini molto espliciti ("autoreggenti, stetoscopio e lo devi visitare") per spiegare a Roberta Bonasia come deve vestirsi e comportarsi nelle "serate eleganti"

Infermiere con le autoreggenti sotto il "camicione" e stetoscopio per visitare "papi" e farlo divertire, maturi signori che discutono al telefono delle eleganti serate di Arcore con toni da cospiratori e dialoghi degni del miglior Totò, agenti di aspiranti dive pronti a tutti per far entrare le loro protette nel "giro". Il campionario arcoriano si arricchisce di nuovi personaggi, sempre più improbabili e divertenti.

Perché una "visita" in camicione e autoreggenti all'augusto paziente può davvero cambiare la vita di una ragazza e aprirle una carriera radiosa. "Si parla benissimo di te... Si prevede un grande futuro..." dice quel fenomenale "talent scout" di Lele Mora a Roberta Bonasio, infermiera di Nichelino, aspirante star. Complimenti al re degli agenti, allo scopritore di attrici e fenomeni televisivi... Se è così che costruisce le carriere delle sue protette, se si è ridotto a esercitare così la sua professione....

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Almeno due delle telefonate di questo gruppo, sono impagabili. La prima, tra Emilio Fede e Lele Mora, mostra questi due agenti segreti da operetta che cercano di commentare in codice la serata precedente. Che non deve essere stata delle più eleganti, tanto è vero che Fede quasi si lamenta: "...aveva più il sapore di una comica...". "Sì - replica Lele - però poi ha comperato due volumetti...". E l'altro conferma: "Beh, sì, queste due sottoscrizioni...". Ora che la fantasia dei criminali di tutto il mondo abbia trasformato le partite di droga in "sacchi di patate" o carichi di armi in "carciofi" è cosa nota, ma ci volevano comici bravi e fantasiosi per trasformare le Olgettine allietatrici delle notti berlusconiane, in "volumetti" o addirittura in "sottoscrizioni". Sottoscrizioni da bunga bunga....

Ma c'è un altro piccolo particolare, se vogliamo semantico, che emerge da questa telefonata. Emilio Fede e Lele Mora, sono amiconi da tempo; insieme ne hanno combinate di cotte e di crude, insieme hanno procurato donne al "capo", insieme (e col sorriso sulle labbra) hanno cercato di alzargli una milionata di euro. Eppure, qui si nota che Emilio Fede dà del tu a Lele Mora mentre Mora continua a dargli del "lei" e a chiamarlo "direttore". Perché Mora è così: è come (lo si nota pure in altri momenti e anche nel rapporto con Berlusconi) se gli piacesse sottolineare le sue umili origini, come se preferisse collocarsi sul gradino più basso rispetto al suo interlocutore. Servire (donne o servigi) è il ruolo che si riconosce... come un Arlecchino della commedia goldoniana: furbo e astuto finge grande deferenza nella misura in cui gli serve per portare a casa ciò a cui mira.

Poi c'è la telefonata che chiameremo "dell'infermiera". Lele Mora consiglia Roberta Bonasia (una che, in futuro, sfiorerà il ruolo di "preferita di Berlusconi) su come vestirsi e comportarsi ad Arcore. "Ti sembrerà di andare - e qui il paragone è davvero centrato - nella casa di Michael Jackson...". "Neverland - fa lei quasi sognante - sono proprio contenta". Neverland, Michael Jackson... I cronisti non sono necessari, qui i protagonisti raccontano e si raccontano con notevole stile... Arcore è davvero una specie di Neverland Ranch dove Jackson costruiva sogni ambigui per ragazzini e ragazzine. Qui la differenza è che la maggior parte delle ragazze sono maggiorenni... La maggior parte, appunto. Per il resto siamo davvero al Paese delle Meraviglie.

Come meraviglioso è lo scambio di battute tra Mora e la Bonasio: la ragazza si barderà da infermiera "con stetoscopio e autoreggenti" e visiterà l'anziano miliardario per farlo divertire e risvegliarne gli appetiti... Lei sa come si fa... l'ha già fatto e lo rifarà. E Mora si lancia in lodi sperticate: "Si parla tanto e bene di te... Si prevede un grande futuro...". Arcore, fucina di grandi artisti....

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