03 set 2011

Se gli indicatori muovono i listini. Come ì dati macroeconomici influenzano i mercati azionari e delle valute

 dati sulla disoccupazione negli Stati Uniti erano attesi in maniera quasi febbrile dal mercato: la delusione sui posti di lavoro creati nel Paese si è riverberata immediatamente sui listini europei, che hanno registrato un tonfo vicino al 4 per cento. Il dato sull'inflazione è un tipico «market mover», ovvero un indicatore capace di orientare il mercato in un senso o in un altro. Ma il dato sull'occupazione Usa non è il solo: i mercati guardano con estrema attenzione al Pil, alla fiducia dei consumatori, ai dati sull'inflazione. Altri «market mover» sono poi le decisioni della Fed e della Bce: le parole e le scelte di Ben Bernanke e Jean-Claude Trichet sono valutate dagli operatori con estrema attenzione. 

B 
BANCA CENTRALE EUROPEA
 
LIVELLO DI ATTENZIONE: ALTO 
L'appuntamento clou della Banca centrale europea (Bce) cade di norma ogni primo giovedì del mese, quando il Board si riunisce a Francoforte per decidere sui tassi di interesse. L'annuncio arriva alle 13,30, ma è in genere già scontato dai mercati. Gli operatori si concentrano sulla successiva conferenza stampa (ore 14,30) del presidente Jean-Claude Trichet, le cui parole sono oggetto di un'analisi perfino maniacale da parte degli analisti in cerca di indicazioni sulle mosse future. Un'occhiata, in questi tempi di turbolenza sulle banche, è bene pure darla alle aste di rifinanziamento con cui la Bce presta a tempo il denaro agli istituti finanziari. Operazioni che sono condotte ogni settimana, di norma il martedì o il mercoledì mattina a seconda delle diverse scadenze.

F 
FEDERAL RESERVE 
LIVELLO DI ATTENZIONE: ALTO 
La Banca centrale americana si riunisce per decidere la politica monetaria a scadenze prefissate all'incirca ogni 40 giorni (a volte con meeting che durano più di due giorni, come il prossimo del 20-21 settembre). La scelta arriva in serata, quando i mercati europei sono già chiusi (ma Wall Street no!) ed è accompagnata da un comunicato. Soltanto di recente la Fed ha introdotto l'usanza della conferenza stampa stile Bce, ma non in tutte le riunioni. Finora gli analisti davano grande importanza ai verbali pubblicati 20 giorni dopo gli incontri, ma in genere ogni uscita pubblica di Ben Bernanke e degli altri membri del board (specie quelle dei «dissidenti» Fischer, Plosser e Kocherlakota) viene seguita con estrema attenzione.
FIDUCIA CONSUMATORI 
LIVELLO DI ATTENZIONE: MEDIO 
La componente consumi è sempre molto importante per la crescita di un Paese (anche negli Stati Uniti vale circa due terzi del Pil) ed è logico che gli operatori guardino con attenzione non solo ai dati sulle vendite al dettaglio (che sono tipicamente ritardati, o lagging), ma anche alle intenzioni di acquisto delle famiglie e quindi al loro senso di «fiducia» nel futuro. Fra i più seguiti indicatori ci sono i due valori rilevati negli Stati Uniti dall'Università del Michigan e dal Conference Board.

I 
IFO 
LIVELLO DI ATTENZIONE: MEDIO 
È il più noto e seguito indicatore di fiducia in Europa, perché misura il clima che si respira fra le imprese in Germania. Viene rilevato con cadenza mensile dall'Institut für Wirtschaftsforschung sulla base di un'inchiesta condotta presso circa 7mila imprese tedesche ed è tipicamente un indicatore prospettico (leading) perché permette di conoscere le tendenze dell'economia nei mesi successivi. Altri indici di fiducia delle imprese da seguire sono lo Zew (le prospettive economiche tedesche e quelle dell'Eurozona e si basa su un sondaggio condotto fra 350 esperti) e i Pmi (Purchasing managers index) effettuati fra i direttori agli acquisti delle aziende. Quest'ultimo tipo di sondaggio (i cui risultati sono pubblicati a cavallo di fine mese) è condotto anche negli Stati Uniti dall'Ism (Institute of Supply Management).
INFLAZIONE 
LIVELLO DI ATTENZIONE: MEDIO 
I dati sulle dinamiche dei prezzi (siano essi rilevati nella fase finale del consumo oppure all'atto della produzione o all'ingrosso) sono sempre seguiti con estrema attenzione dagli operatori. Specialmente nella zona dell'Euro, visto che per suo stesso mandato la Bce conduce la politica monetaria con l'obiettivo di mantenere l'inflazione poco al di sotto del 2% annuo. Eurostat pubblica un dato preliminare, la cosiddetta «stima flash», già negli ultimi giorni del mese di riferimento. Negli Usa il dipartimento del Lavoro rende noti il cosiddetto Cpi (Consumer price index) a metà del mese successivo. 

P 
PAYROLL 
LIVELLO DI ATTENZIONE: ALTO 
Puntuale come un orologio svizzero, ogni primo venerdì del mese alle ore 14,30 europee piove sul mercato il dato più importante sull'occupazione negli Stati Uniti. Il ministero del Lavoro Usa pubblica le cifre sul numero di posti di lavoro creati (o perduti) nel mese precedente al di fuori del settore agricolo, un indicatore sempre seguito dagli osservatori e a maggior ragione in un periodo come questo in cui si torna a parlare di rischio recessione. Altri indicatori importanti per il mercato del lavoro Usa sono le richieste di sussidi settimanali di disoccupazione (jobless claims) diffusi ogni giovedì (sempre alle 14,30).

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