26 feb 2010

Il processo Mills approda in Cassazione

PER IL PREMIER IL DIBATTIMENTO RICOMINCERÀ IL 27 FEBBRAIO

Cassazione, prescrizione per Mills

La Suprema Corte accoglie la richiesta del procuratore generale in merito al reato di corruzione



David Mills (Ap)
David Mills (Ap)
MILANO - La Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari contestati a David Mills, accogliendo la richiesta avanzata dal procuratore generale. Le sezioni unite penali della Cassazione hanno quindi annullato senza rinvio per intervenuta prescrizione del reato la condanna a 4 anni e 6 mesi dell'avvocato inglese, condannato in secondo grado per corruzione in atti giudiziari in concorso con Silvio Berlusconi. La Corte ha però condannato Mills al pagamento del risarcimento a Palazzo Chigi di 250 mila euro per danno all'immagine dello Stato e 10mila euro per le spese processuali. « Sono soddisfatto che questa saga sia finalmente arrivata alla fine. Ora potrò normale a una vita normale», ha dettato l'avvocato inglese in un comunicato.

PROCESSO - Al momento resta intanto in piedi il processo, per lo stesso delitto, che vede imputato il premier Silvio Berlusconi. La prescrizione per il presidente del Consiglio, infatti, maturerà soltanto tra 11 mesi. E le reazioni alla sentenza non si sono fatte attendere: per Verdini (Pdl) la maggioranza silenziosa dei giudici ha dimostrato di fare il proprio dovere mentre per il Pd questa sentenza non è un'assoluzione. L'Idv parla di «condanna morale».

LA REQUISITORIA - Secondo la requisitoria fatta dal pg della Cassazione, Gianfranco Ciani, «non vi sono i presupposti per il proscioglimento nel merito di Mills». In pratica, si confermerebbe, secondo il pg, la responsabilità dell'avvocato inglese nel reato di corruzione in atti giudiziari che sarebbe, però, prescritto. «Non c'è dubbio - ha detto il pg nella sua requisitoria - che il momento consumativo della corruzione di Mills da parte di Bernasconi e del gruppo erogatore dei 600 mila dollari si verifica l'11 novembre del 1999 quando Mills, in proprio, e non come gestore del patrimonio altrui, fornisce istruzioni per il trasferimento dei circa 600 mila dollari dal fondo di investimento Giano Capital al fondo Torrey». Per il pg, dunque, è dall'11 novembre 1999 che decorrono i termini di prescrizione e non a partire dal 29 febbraio 2000, come ritenuto invece dai giudici della Corte di appello di Milano. In questa data Mills si era fatto intestare le quote del fondo Torrey per un valore di circa 600 mila dollari. Ma secondo il pg, questa data non è da prendere in considerazione in quanto «il ritardo del passaggio finale nella intestazione delle quote non incide sul momento consumativo della prescrizione ma trae origine dalla volontà di Mills di rendere difficoltosa la ricostruzione di questo illecito passaggio di soldi e la sua origine». Infine, il pg ha ricordato che, comunque, «quanto c' è incertezza sulla data di commissione di un reato, da sempre vale la regola del favor rei: e il decorrere della prescrizione va fissato nel momento più favorevole all'imputato». Dunque, l'11 novembre 1999 «con la conseguente dichiarazione di prescrizione, dal momento che la corruzione in atti giudiziari ha una pena massima che arriva fino a 8 anni».

SEICENTOMILA DOLLARI - Mills ha fatto ricorso in Cassazione contro la sentenza emessa il 27 ottobre dalla Corte d'Appello di Milano. Il verdetto di primo grado - conforme a quello di secondo grado - era stato pronunciato il 17 febbraio 2009. Il legale inglese è stato condannato perché avrebbe ricevuto 600mila dollari per rilasciare dichiarazioni false o reticenti in due processi milanesi passati ormai in giudicato, All Iberian e quello sulla corruzione nella Guardia di finanza. Una corruzione in atti giudiziari che i giudici d'appello hanno ritenuto «susseguente» e non «antecedente» alle testimonianze del legale ritenuto ideatore del sistema di società off-shore della Fininvest.

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