09 mar 2015

La laurea non serve per fare soldi La tesi controcorrente di Krugman

È un falso mito che l'alto livello di istruzione garantisca lavori
migliori e che la disoccupazione sia un problema di mancanza di
competenze. È questione di potere



Un alto livello di istruzione non garantisce lavori migliori o salari
più alti, credere che sia così è «una fantasia poco seria». La tesi,
decisamente in controtendenza, è quella che il Nobel per l'economia,
Paul Krugman, ha avanzato pochi giorni fa nelsuo blog sul New York
Times, sollevando un polverone di polemiche e di reazioni. Tanto più
che il collegamento tra scolarizzazione e occupazione è un mantra
politico ben noto anche in Europa (e in Italia).

Il divario tra competenze e istruzione


Dati alla mano, l'economista statunitense ha evidenziato come i
guadagni medi dei laureati americani, a partire dalla fine degli anni
'90, siano precipitati in una fase di stagnazione, invertendo il trend
di continua crescita in atto nel decennio precedente. Per Krugman non
è però vero come sostengono molti studiosi che la causa di questa
situazione sia il cosiddetto «skills gap», il divario tra le
competenze richieste dalle aziende e il livello di
istruzione-formazione dei lavoratori. Non è così, anche se lo si sente
ripetere spesso, perché altrimenti i super laureati o i più
specializzati - in mancanza di skills diffuse - troverebbero lavoro a
salari molto più alti. E invece quali sono i lavoratori più richiesti
e, in proporzione più pagati? «Gli esperti di cucito per il tessile e
gli istallatori di scaldabagni».

Potere e istruzione


E' questa la dimostrazione che serve a Krugman per confutare il paper
dell'Hamilton Project. E per proporre invece la sua interpretazione
della realtà americana ma non solo. I guadagni, le alte retribuzioni
non sono proporzionali al livello di istruzione ma sono funzionali
all'occupazione di posizioni strategiche in grandi gruppi industriali
o della finanza. E' insomma non una questione di studio,
specializzazione e bravura, ma solamente di potere.

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