25 set 2014

L’ex manager Pimco e la lettera della figlia che lo ha spinto alle dimissioni



La bambina (11 anni) gli ha consegnato un elenco di 22 momenti importanti
della sua vita in cui il padre non c'è mai stato a causa del lavoro


La sua decisione aveva scosso il mondo della finanza. Soprattutto
perché Pimco, il più grande gestore del mondo di bond con circa
duemila miliardi di dollari gestiti, è considerata da decenni un faro
per le indicazioni strategiche sul mercato obbligazionario. Erano
seguite analisi su tutti i giornali internazionali in cui l'addio di
Mohamed El-Erian veniva ricondotto alle frizioni con Bill Gross,
fondatore di Pimco. Non solo: quando, nel 2013, era sembrato chiaro
che la Federal Reserve volesse ridurre gli stimoli all'economia
acquistando meno bond, il mercato azionario aveva preso il largo e
Pimco aveva subito pesanti conseguenze. Nel giro di un anno gli
investitori avevano ritirato oltre 80 miliardi e a questa fuga era
seguito l'addio di El-Erian.

Il divorzio

Un mese dopo il Wall Street Journal cercava spiegazioni al divorzio
tornando sui cattivi rapporti tra Gross e El-Erian, con quest'ultimo
sempre più insofferente agli errori del suo predecessore. «Io ho 41
anni di successi dalla mia parte, e tu?» gli aveva chiesto
pubblicamente il re dei bond. Mohammed El-Erian gli aveva risposto
senza giri di parole: «Io sono stanco di ripulire la tua cacca». La
lite non si era esaurita lì ma ora, mesi dopo, il caso dell'ex manager
di Pimco, ora chief economist advisor di Allianz e presidente del
Consiglio per lo sviluppo globale di Barack Obama, è tornato a
catturare l'attenzione dei giornali internazionali. Nei giorni in cui
la Sec, l'Autorità di Vigilanza della Borsa Usa, ha aperto un'indagine
proprio su Pimco perché sospettata di aver gonfiato i rendimenti di
uno dei suoi fondi d'investimento, El-Erian torna ai giorni in cui ha
deciso di dare le dimissioni.

La lettera della figlia

Le liti con Gross non c'entrerebbero nulla. «Un anno fa, senza
successo – ha raccontato in una lunga lettera a Worth El-Erian - ho
chiesto ripetutamente a mia figlia, 11 anni, di fare una cosa. Lavarsi
i denti credo o qualcosa del genere. Gliel'ho domandato diverse volte
e dal tono della mia voce deve aver capito che non stavo scherzando».
La bambina gli ha chiesto di aspettare qualche minuto, si è
allontanata dal padre ed è andata nella sua cameretta a prendere un
foglio di carta che poi gli ha consegnato. «Era una lista dettagliata
di 22 momenti in cui io non sono stato presente nella sua vita a causa
del lavoro» ha raccontato El-Erian. Dal primo giorno di scuola alla
prima partita di calcio, dall'incontro con gli insegnanti alla festa
di Halloween.

La decisione

«Mi sono sentito orribile – ha spiegato El-Erian – ma ho cercato
subito di mettermi nelle difensive adducendo spiegazioni importanti
per ogni occasione in cui non c'ero stato: viaggi, riunioni
importanti, telefonate urgenti di lavoro etc etc…». Il punto però era
un altro. «Per quanto cercassi di razionalizzare, il problema era che
la conciliazione del mio tempo in famiglia e sul lavoro non stava
funzionando. E questo squilibrio stava rovinando il rapporto speciale
che avevo con mia figlia. Non le dedicavo abbastanza tempo». Dalle
dimissioni, El-Erian ha raccontato che ora riesce ad alternarsi con la
moglie per svegliare la figlia, prepararle la colazione, portarla a
scuola. E ha programmato anche una vacanza per loro due. Soli.
«Dopo 14 anni fantastici in Pimco ho preferito prendere un portfolio
di attività part-time e ne sono entusiasta perché posso trascorrere
più tempo con la mia famiglia e con mia figlia». A chi gli ha
contestato il momento tardivo di questa spiegazione e ha insinuato il
dubbio che la storia fosse vera, El-Erian ha risposto così: «Mettetela
così: il mio bisogno di essere un buon padre è stato più forte del mio
desiderio di essere un buon investitore».

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