04 giu 2014

Lorde, 17 anni: "Il mio valore? L'indipendenza. Ma amo fare cose normali"

Dopo il successo travolgente di "Royals"  ha debuttato a Roma, ospite dei Music Awards. "Mai criticata Miley Cyrus. Siamo entrambe ragazze in carriera e femministe, solo lo esprimiamo in maniera diversa"
ROMA - Se a diciassette anni hai già conquistato la vetta, la fortuna non c'entra. Se la vetta poi è la classifica dei dischi più venduti in America e tu sei partita da Auckland in Nuova Zelanda, prima artista del tuo paese ad arrivare così in alto, vuol proprio dire che le frecce al tuo arco sono straordinarie. Per la prima volta in Italia, Lorde ieri sera è salita sul palco dei Music Awards a Roma. Un enorme successo dopo 8 milioni di copie vendute per la canzone Royals, premiata con due Grammy Award, e i 4 milioni di copie vendute dell'album, Pure eroine

Nell'ultimo anno le sono accadute cose notevoli, a cominciare dall'essere stata definita da Time "la teenager più influente del mondo": cos'ha pensato leggendo quella classifica? 
"Ho pensato che fosse un onore, ma non credo sia davvero così. Io penso che una vera ispiratrice per i teenager di tutto il mondo sia Malala Yousafzai (la studentessa e attivista pachistana candidata, a 16 anni, al Premio Nobel per la pace, ndr). Per quanto mi riguarda ho solo la mia creatività, e il piacere di fare ciò che riesco a fare, dunque non gli do molto peso".

Ha detto di no a Katy Perry che le chiedeva di aprire i concerti del suo tour. 
"Non ho nulla contro di lei, è una grande artista pop, ma io sono fieramente indipendente, preferisco farmi strada da sola piuttosto che sfruttare la visibilità altrui".Come sta vivendo il suo grande successo a 17 anni? 
"Le aspettative intorno a me sono molte, sto cercando di mantenere un livello sano: il segreto è trovare il giusto bilanciamento tra quello faccio come personaggio pubblico e la mia vita privata. Mi piace divertirmi, fare la turista, a Roma ho visitato il Colosseo e la Basilica di San Pietro. Amo fare cose normali, come un bagno in piscina da sola alle 8 di mattina. Cose che non potrei fare se fossi a casa mia".

Lei mise le sue prime canzoni gratuitamente in rete, solo dopo è arrivato un contratto discografico, qual è il suo rapporto oggi con Internet?
"Sono cresciuta nell'era di Internet, dunque so bene che oggi c'è un modo completamente diverso di ascoltare la musica e tanta gente che non paga più per sentirla. Per essere artista nel 2014 bisogna ingegnarsi, riflettere su come rimanere creativi senza poter contare innanzitutto sui guadagni delle vendite".Quando ha capito che la sua passione per la musica poteva diventare la sua maggiore occupazione?
"Ho cominciato a prenderla seriamente a 13 anni: un'etichetta mi aveva messo sotto contratto per sviluppare le mie doti di cantante. Non ero ancora in grado di scrivere canzoni, provavo ma ero troppo concentrata a sistemare ogni sillaba. Poi a 15 anni ho incontrato l'autore musicale Joel Little e grazie a lui ho capito che scrivere canzoni non era un lavoro ma un processo creativo da inseguire".

Le hanno attribuito critiche contro Miley Cyrus in difesa dell'immagine della donna.
"Non ho mai criticato Miley Cyrus. Siamo differenti e non cerchiamo di imitarci, siamo entrambe ragazze in carriera e femministe, solo che lo esprimiamo in modo diverso".

Ha polemizzato con una rivista per un photoshop su una sua foto, però firma la pubblicità di una ditta di cosmetici, non è in contraddizione?
"Come molti adolescenti ho sofferto e soffro per la mia brutta pelle, è difficile vedersi brutte. Quando ho firmato, non è stata rivalsa ma autostima, il trucco mi dà sicurezza su alcune parti del mio viso che mi sono sempre piaciute".

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