25 giu 2013

Ecco chi nominerà i manager di Stato

Governane Stop alla designazione dei parlamentari e dei consiglieri
locali. Bonus legati alla media delle retribuzioni


Supercomitato con Mirabelli e Desario. Niente incarichi a chi ha
patteggiato ROMA Cominciamo da quello che non c'è, nella direttiva sui
criteri per le nomine pubbliche firmata ieri dal ministro
dell'Economia Fabrizio Saccomanni. Non c'è un limite ai mandati degli
amministratori, che avrebbe messo fuori causa un nutrito gruppo di
habitué delle imprese di. Stato: Scelta civica aveva proposto il
numero massimo di tre, ma per quanto fosse un numero perfetto, in
Senato gli hanno fatto «marameo!». Non c'è nemmeno un tetto
anagrafico, nonostante perfino ai vituperati tempi dei boiardi di
Stato l'Iri osservasse il divieto di affidare incarichi operativi
oltre i settant'anni. Neppure c'è la pillola avvelenata per sbarrare
la strada ai politici trombati, per cui i montiani hanno dovuto
incassare un secondo «marameo!». Il passaggio a livello è invece
abbassato per i politici attualmente in carica, come per coloro che
possano incorrere in conflitti d'interessi ricoprendo magari cariche
in società concorrenti. Si può dire che questo provvedimento, atteso
dalla fine di maggio, quando il Tesoro decise di rinviare per la
seconda volta le nomine della Finmeccanica, ripercorra per filo e per
segno le indicazioni contenute nella mozione approvata in Senato
mercoledì scorso con il sì di democratici, pidiellini, leghisti e
grillini e la dissociazione dei montiani, scottati dalla bocciatura
del tetto ai mandati, invisa al Pdl, e della clausola anti-trombati.
Come avevano chiesto i senatori, nella direttiva c'è anche una specie
di comitato nomine pubbliche incaricato di mettere il bollino sulle
designazioni, le quali dovranno comunque attenersi a precise
prescrizioni di competenza, professionalità e onorabilità, con l'aiuto
dei cacciatori di teste Spencer Stuart Italia e Korn Ferry
International. Il comitato, che viene definito «di garanzia», è
presieduto dall'ex presidente della Consulta, Cesare Mirabelli, e ne
fanno parte l'ex direttore generale di Bankitalia, Vincenzo Desario, e
l'ex direttore generale della Cassa depositi e prestiti, Maria Teresa
Salvemini: tutti nominati ieri contestualmente alla direttiva. Non
manca, poi, un giro di vite sui compensi che dovranno tener conto
«delle performance aziendali» nonché «delle condizioni economiche
generali del Paese». Prevedendo pure, e qui è la vera novità, «una
correlazione fra il compenso complessivo degli amministratori con
deleghe e quello mediano aziendale». Si tratta di un meccanismo
previsto dal «Dodd-Frank act» di Barak Obama, con pochi esempi finora
in Italia. Viene utilizzato ad esempio per le remunerazioni dei
manager della Cassa di risparmio di Ravenna presieduta dal presidente
del l'Abi Antonio Patuelli. Praticamente, si potrebbe tradurre in un
colpo letale alle stock 'option. Sulla carta letteralmente micidiali,
infine, le cause di ineleggibilità legate a fatti giudiziari: non
soltanto la sentenza di condanna ancorché non definitiva, ma anche il
semplice rinvio a giudizio per reati patrimoniali, finanziari o contro
la pubblica amministrazione. Come pure il patteggiamento, per cui è
prevista analogamente alle altra fattispecie d'ineleggibilità la
«decadenza automatica per giusta causa». D'obbligo ricordare che
l'amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni, in scadenza fra un
anno, ha patteggiato nel 1997 fa una pena a 16 mesi. Segue elenco
delle nomine prossime venture. Il gran ballo si apre il 3 luglio con
la Sogin, poi Finmeccanica, Invi talia, Eur spa, Anas, Ferrovie...

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