10 apr 2013

Zuckerberg in politica, la gaffe del collaboratore «Siamo forti perché siamo ricchi»


Primi problemi per il fondatore di Facebook sul suo progetto di difesa delle categorie più deboli

Mark Zuckerberg (Reuters)Mark Zuckerberg (Reuters)
Rischia di naufragare prima del varo l'avventura politica di Zuckerberg. La lobby dell'industria tecnologica cui vuole dare vita è stata tradita da un messaggio email del responsabile Joe Green in cui viene usato un linguaggio politicamente scorretto che ha suscitato polemiche e ha ritardato l'inizio dell'attività del gruppo di interesse.

LOBBY O ADVOCACY - L'annuncio della nascita del gruppo di pressione sul Congresso Usa, il cui nome probabile sarà Human Capital, era stato fatto dallo stesso fondatore di Facebook a fine marzo. Insieme ad altri imprenditori del mondo high-tech (i fondatori di Twitter, LinkedIn e Zynga, il Ceo di Dropbox e di Instagram oltre a un manipolo di investitori) avrebbe cercato di coinvolgere tutto il settore industriale per fare sentire la propria voce a Washington. Anziché creare un gruppo di lobby vera e propria, Zuckerberg ha preferito definire la sua creatura una political advocacy start-up che differisce dalla lobby pura e semplice per battersi in difesa non dei propri interessi di parte ma per le categorie meno rappresentate. Al momento l'unico punto nell'agenda di Human Capital è una politica pro-immigrazione volta a facilitare l'assunzione di ingegneri stranieri nei campus della Silicon Valley, rimasti drammaticamente a corto di risorse umane qualificate. Il gruppo di advocacy avrebbe dovuto fare il proprio esordio lunedì ma qualcosa è andato storto.

GAFFE - Il quotidiano Usa Politico ha però intercettato una email che il responsabile di Human Capital avrebbe inviato ad altri leader dell'industria hi-tech per incitarli ad aderire al progetto. Nella lettera Joe Green incappava in alcuni errori di comunicazione piuttosto rilevanti. Innanzitutto dichiarava che Bill Gates e Marc Andreessen (sviluppatore di Netscape e investitore della Silicon Valley) erano parte del progetto, quando invece la cosa non è stata confermata dai diretti interessati. Poi, peccato veniale, attribuiva al gruppo il nome Human Capital senza che questo fosse stato approvato ufficialmente. Infine, cosa più grave, enumerava i tre motivi per cui i leader delle aziende tecnologiche avrebbero avuto successo alleandosi: «siamo una forza politica perché controlliamo i canali di distribuzione di massa»; «perché siamo popolari tra gli americani»; «perché siamo ricchi anche a livello personale».

SCUSE - Green si è immediatamente scusato per i linguaggio utilizzato nella email, spiegando che si trattava di una bozza datata. L'esordio del gruppo però è stato rinviato, probabilmente a fine settimana, e, cosa più grave, la gaffe ha attirato su Human Capital l'attenzione nel modo indesiderato. Le polemiche in rete non sono infatti mancate: l'idea che una o più media company si mettano d'accordo per manipolare l'opinione pubblica non fa dormire sonni tranquilli e non aumenta la simpatia dei cittadini né del Congresso. Mentre alcuni osservatori, come quelli diTechCrunch minimizzano l'accaduto definendolo il solito strumento di adulazione usato per aumentare la stima del gruppo e promuovere messaggi politici. Insomma, si tratterebbe di un linguaggio comunemente usato per motivare e consolidare un gruppo di interesse. Certo un messaggio che di solito non si lascia intercettare dai giornali.

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