04 apr 2013

Metro B1: cantiere in ritardo di un anno Però il premio -accelerazione arriva lo stesso

LA DELIBERAZIONE DELL'AUTORITÀ SUI CONTRATTI PUBBLICI


Lavori consegnati 12 mesi dopo la scadenza prevista. Ma le 
imprese intascano 22 milioni di euro per concluderli prima

ROMA - Il termine di consegna del cantiere «sforato» di oltre un anno. Un ritardo che però non ha impedito il pagamento di un premio di accelerazione dei lavori affatto disprezzabile: 22 milioni di euro. Succede a Roma, l'appalto in questione è quello della linea B1 della metropolitana nel tratto compreso fra le stazioni Bologna e Conca d'Oro. A contestare la somma pagata per il nuovo collegamento è una deliberazione dell'Autorità di Vigilanza dei Contratti pubblici, l'ufficio che controlla trasparenza e congruità delle commesse statali.

Lavori alla stazione Annibaliano (Jpeg)Lavori alla stazione Annibaliano (Jpeg)
IL PARERE DELL'AVCP - Il parere riguardante le spese per l'ultimazione del tratto della metro B1 (successo indifferentemente plurisbandierato dalle due ultime giunte, Veltroni e Alemanno) e depositato in cancelleria il 9 marzo contiene una ricostruzione che mette in fila ritardi, malfuzionamenti sulla linea, «accordi bonari» tra Roma Metropolitane e ditta vincitrice (il consorzio Risalto formato dalle imprese Rizzani De Eccher, Salini e Todini) non coerenti con le norme. Per finire con «l'apparente incongruenza - si legge nel dispositivo del documento - di un termine dei lavori più volte procrastinato di contro alla rilevante esigenza, tale da introdurre il premio di accelerazione, di completare anticipatamente l'opera».

UN PREMIO PER IL RITARDO - L'inaugurazione della B1 è stato uno degli obiettivi primari delle giunte in carica. Al cantiere andarono prima Veltroni, poi l'ex presidente della Camera Fini. Mentre Alemanno ha descritto quei 4 chilometri di metropolitana «come la frontiera avanzata della trasformazione della città». Ecco perchè, con la Capitale strozzata nel traffico-auto (e che spera nell'inaugurazione della linea C i cui costi sono triplicati rispetto alla previsione iniziale del 1990) nessuno sollevò troppe obiezioni quando nel 2007 Roma Metropolitane decise di pagare un premio per accelerare la consegna dei lavori.

La talpa verso la stazione Jonio (Omniroma)La talpa verso la stazione Jonio (Omniroma)
OBIETTIVO NON RAGGIUNTO - L'attesa velocizzazione però non s'è vista. Anzi: il cantiere è stato chiuso con un anno di ritardo (tra l'altro con costi meno onerosi, visto che nel progetto definitivo è stata cancellata una stazione, quella di Nomentana). Eppure il premio è stato pagato lo stesso. Almeno stando a quanto scrive l'autorità di vigilanza che ha domandato a Roma Metropolitane la spiegazione di quella che viene definita un'«apparente incongruenza» costata all'erario 22 milioni di euro. Si tratta di una richiesta - è bene chiarirlo - all'insegna della «moral suasion» che non implica conseguenze contabili o altro. Ma se le giustificazioni non dovessero convincere l'autorità, la prassi prevede l'allerta alla Corte dei Conti.

La fermata B1 di Conca d'oro (Jpeg)La fermata B1 di Conca d'oro (Jpeg)
COSTO DI 330,3 MILIONI -La diramazione della Metro B da piazza Bologna a piazza Conca d'Oro è lunga quattro chilometri. I lavori furono ultimati «chiavi in mano» il 31 marzo 2012 e inaugurati il 13 giugno 2012. Vale a dire all'incirca dodici mesi dopo «l'obiettivo di aprire la linea B1 all'esercizio nella primavera 2011» per cui era previsto il premio di accelerazione. Il tempo di esecuzione era stabilito in 2.040 giorni (tra progettazione, realizzazione e prove). Il costo iniziale dell'opera di 358, 7 milioni di euro scese a 330,3 milioni a causa di due varianti al progetto motivate da ritrovamenti archeologici e difficoltà esecutive che comportarono la cancellazione della stazione di Nomentana oltre a una realizzazione «meno innovativa».

ACCELERAZIONE - Per recuperare il tempo perduto e poter consegnare ai romani il tratto di metropolitana nei tempi previsti venne inserita nel capitolato la voce del maxipremio di velocità calcolato - sulla base di un conteggio che contemplava penali giornaliere risparmiate e ritardi temporali non imputabili al consorzio - appunto in 22 milioni di euro. Ma l'obiettivo non è stato raggiunto. Tanto che «i tempi che Roma Metropolitane intendeva recuperare con l'introduzione del premio - si legge nella deliberazione - sono stati nuovamente concessi al consorzio di imprese con proroghe e concessioni». Conclusione: il premio è giunto lo stesso, nonostante l'anno di ritardo nella consegna del cantiere.

«ACCORDI BONARI» - Non basta. Un ulteriore aggravio per l'erario potrebbe arrivare dall'esito dei contenziosi riguardanti gli alcune «riserve». Ovvero aumenti di spese imprevedibili per le quali le parti si accusano reciprocamente e che nel caso della metro B1 riguardano, stando ai costruttori, la cifra di 162 milioni di euro, saldata sinora per un totale di 42 ,6 milioni di euro. In questi casi la lite viene risolta applicando l'istituto dell'«accordo bonario». Stando alla legge «la procedura per l'accordo bonario - si legge nella deliberazione dell'Autorithy - può essere reiterata per una sola volta. Ma per quanto riguarda la metro B1 siamo già giunti «all'avvio del terzo» iter. Non è detto che i sopraggiunti «maggiori oneri» riconosciuti a carico delle imprese non siano invece già previsti dal contratto. Tanto che l'Autorità sollecita una«verifica puntuale» per scongiurare l'aggravio di costi per l'erario.

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