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26 apr 2013

La villa di Ricucci va a un magnate russo

Si è aggiudicato per 18 milioni la splendida dimora dei Feltrinelli
all'Argentario: al faccendiere romano era costata quasi il doppio. Nel
2005 vi sposò Anna Falchi. La residenza ha 34 stanze, un eliporto, una
torre saracena e affaccia su una vista mozzafiato



PORTO SANTO STEFANO. Stefano Ricucci la trasformò nel suo nido d'amore
dopo il matrimonio con Anna Falchi, celebrato nel maggio del 2005
all'Argentario con guardie del corpo al cancello, fuochi d'artificio e
giochi d'acqua. Ma qui si sono consumate anche le storie meno note
della famiglia degli editori Feltrinelli, che ne sono stati
proprietari per molti anni e che vi fecero costruire anche un rifugio
sotterraneo.

Adesso la splendida villa Cacciarella, quasi 1900 metri quadri su più
livelli, aggrappata alla scogliera fra punta Lividonia e Cala Grande
sul lato dell'Argentario che guarda il Giglio (e da qui si vede bene
anche il relitto della Concordia), più volte andata all'asta dopo che
Ricucci è stato travolto dall'inchiesta sui "furbetti del
quartierino", ha trovato finalmente un compratore. E non un compratore
qualsiasi, ma uno degli uomini più ricchi del mondo, 105° (e 15° in
Russia) nella classifica di Forbes, con un patrimonio stimato in 8,5
miliardi di dollari.

A mettere oggi la firma sul contratto, nello studio romano del notaio
Silvia Teodora Masucci, incaricata dai liquidatori del concordato
preventivo della Magiste Real Estate Spa, sarà German Khan, 50 anni,
origini ebraiche, amico di Putin, cofondatore dell'Alpa-Group (grande
società con interessi in finanza e industria) e nel consiglio di
amministrazione della compagnia petrolifera Tnk-Bp e di Alpha Bank, la
più grande banca privata in Russia. La villa sarà poi intestata a una
società delle Isole Vergini, di proprietà del miliardario russo.

Così dopo vari ribassi per le varie aste andate deserte, l'intero
complesso diventerà la villa delle vacanze italiane di German Khan
(nella foto a sinistra) per qualche spicciolo in più di 18 milioni di
euro. Un bel risparmio rispetto ai 27 chiesti al primo incanto,
divenuti poi 24 e 21,6. E quasi la metà dei 34 milioni di euro che la
pagò Stefano Ricucci pregustando di impalmarci la bella Anna Falchi.

L'operazione è andata in porto grazie alla mediazione di un
professionista di Grosseto, contattato da un'agenzia immobiliare di
Forte dei Marmi che, per il magnate russo, stava cercando una villa
con queste caratteristiche in Toscana. Così, prima dell'asta decisiva,
in maggio, German Khan con la moglie e alcuni dei cinque figli, ha
fatto un blitz in Maremma per vedere in prima persona la villa e ne è
rimasto entusiasta: «La voglio» ha detto e all'incanto al primo
rilancio l'ha fatta sua, beffando un altro russo, appena un po' meno
ricco di lui.

Del resto il complesso è meraviglioso. Sono 34 stanze a strapiombo sul
mare con annessi 26 ettari di terreno, eliporto e torre saracena del
'400, accesso privato al mare, vari rustici, rifugio antiaereo e casa
del guardiano. Una villa che ha anche una storia: all'Argentario la
chiamano ancora con il nome di chi la volle su quel tratto di
promontorio, quel Carlo Feltrinelli che la fece costruire nel 1940 e
morì poco dopo. Nel 1943 quelle stanze furono abitate dalla vedova
Giannalisa e dal marito Luigi Barzini junior. Il fascismo era caduto,
Mussolini arrestato. E Barzini, che era al confino ad Amalfi, fece i
bagagli e arrivò all'Argentario. Con loro c'erano i figli di Carlo
Feltrinelli, Giangiacomo, allora diciassettenne e Antonella, insieme
alla figlia della coppia, Ludina. Vissero per due anni a villa
Cacciarella. E lì nacque Benedetta, secondogenita della coppia. Nel
1945 caddero le bombe su Santo Stefano, mentre tra gli ospiti c'era
Dino Buzzati, ex compagno di liceo della vedova Feltrinelli.
Scapparono dalla villa, abbandonando Giangiacomo che era andato a
Porto Ercole con alcuni amici e chiudendo l'esperienza degli editori
in zona. Da allora la villa rimase vuota per lunghi decenni, finché
non fu acquistata da un imprenditore romano nel 2000 per 6 miliardi e
poi rivenduta a Ricucci, con un discreto guadagno. Ora è la volta del
magnate russo del gas e del petrolio: e l'impressione è che di aste
non ce ne saranno più.

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